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Italia Nostra fa il punto su attività e progetti

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Cecilia Pacini, presidente di Italia Nostra Arcipelago toscano e Italia Nostra Toscana

L'associazione nel corso di un'assemblea ha stilato un primo bilancio della presidenza guidata da Cecilia Pacini in carica fino al prossimo Dicembre.

PORTOFERRAIO — Il 29 Luglio scorso alla presenza di soci e simpatizzanti si è svolta l'assemblea di Italia Nostra Arcipelago Toscano. La presidente Cecilia Pacini ha ripercorso gli impegni di questo primo semestre del 2020, anno impegnativo per l’emergenza sanitaria, ma che ha comunque visto la sezione impegnata a sostenere l’attività ambientale e culturale di Marina Aldi, referente per le isole del Giglio e Giannutri e ad affiancare il Gruppo Aithale e la Fondazione Villa delle Grotte che, con costanza e impegno, proseguono nell’attività di studio sull’isola d’Elba e sulla Rada di Portoferraio.

Non è mancato un accenno alle novità sulle isole, ambiziose come l’inaugurazione di nuove realtà espositive e museali nell’isola di Capraia e a Pianosa e un viaggio in città quali Napoli, Bologna, Roma alla ricerca delle tracce della civiltà etrusca.

L’assemblea ha dibattuto anche temi locali di grande interesse, per i quali Italia Nostra si schiera come sempre a favore di soluzioni che mantengano intatta l’identità culturale e le tradizioni dei luoghi, senza per questo rifiutare a priori possibili, moderne soluzioni a problemi antichi. Primo fra tutti la difesa del Porto Mediceo di Portoferraio contro il progetto di ampliamento della banchina a mare ideato da tempo dall’Autorità di Sistema Portuale e adesso, dopo anni di silenzio, rispolverato con il consenso dell’amministrazione comunale portoferraiese.

L’assemblea ha riaffermato la volontà di difendere l’attuale conformazione del porto marittimo, contro uno sversamento di cemento che sottrarrebbe ulteriore spazio al nostro elemento vitale - il mare - , anche per tutelare la sostenibilità della fruizione delle aree portuali, che risulterebbe compromessa dalla realizzazione del progetto. L’assemblea ha posto l’accenno a quello che i cittadini si aspettiamo in tema di vivibilità di quell’area. Perché l’azione sia più efficace e coinvolgente, sono stati individuati due professionisti, Silvio Pucci e Francesca Mo, che saranno impegnati a riprodurre un facsimile del progetto, da condividere con i cittadini, per creare maggiore consapevolezza delle conseguenze che da quella realizzazione deriverebbero.

L’altro tema discusso e irrisolto è stato quello del progetto del dissalatore di Mola. Al riguardo l’assemblea ha ascoltato alcuni relatori, Beppe Tanelli e Italo Sapere, che hanno parlato del grande tema dell’acqua nell’Isola e di come il progetto affronta il problema. Nel tempo affidate quasi esclusivamente all’approvvigionamento fatto attraverso la condotta sottomarina, le necessità idriche dell’Isola oggi devono trovare nuove soluzioni condivise e ambientalmente sostenibili. I relatori intervenuti hanno espresso la convinzione che formule moderne e a basso impatto ambientale potrebbero rappresentare la soluzione mediata al problema. Senza dimenticare però, come ribadito da Beppe Tanelli, che l’Elba avrebbe bisogno di interventi di largo respiro, a cominciare da quello della rete idrica isolana, che insieme alla vetustà della condotta continuano a rappresentare una grande incertezza.

Italo Sapere ha spiegato quali siano le controindicazioni del progetto di Mola a suo avviso e secondo il Comitato che è nato tra i cittadini del Lido di Capoliveri: in sostanza è una scelta opinabile quella di piazzare le pompe in un golfo chiuso ad “U” come il Golfo Stella e l’uso di una tecnologia superata: il tentativo di porre una variante che sposta il posizionamento di 1,500 metri non risolve il problema dell’impatto della salamoia sulla fauna e sulla flora marina stanziale del golfo.


L’Assemblea si è conclusa alle ore 20 con l’annuncio della imminente conclusione della attuale presidenza, che giungerà alla fine del secondo mandato a dicembre 2020. L’Assemblea, ringraziando la presidente Cecilia Pacini per il suo impegno, si è conclusa rilanciando molte sfide aperte e la grande, affermata volontà, di continuare a difendere il patrimonio paesaggistico e culturale e a valorizzare tutte le buone pratiche che ci possano mettere in sintonia con il luogo in cui viviamo.

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