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Volontariato carcerario al tempo del coronavirus

Carcere di Porto Azzurro

Continua l'impegno dell'associazione Dialogo che in questo periodo invia ai detenuti beni, vestiario e contributi per telefonare alle loro famiglie

PORTO AZZURRO — Continua l'impegno dell'Associazione "Dialogo" a favore dei detenuti della Casa di reclusione di Porto Azzurro. Non potendo accedere al carcere, i volontari inviano dei contributi in denaro per le telefonate. Così è possibile effettuare delle ricariche telefoniche richieste da alcuni detenuti che sono stati autorizzati a uscire dall'Istituto, appena oltre il ponte d'accesso, per mezz'ora la settimana utilizzando il loro cellulare.

Inoltre, in accordo con l'area della sicurezza, i detenuti possono rifornirsi dei necessari generi di vestiario, raccolti nel locale interno messo a disposizione dell'associazione. Vengono forniti vari generi alimentari, compresi quelli specifici per un giovane celiaco.

"Continua – spiega Licia Baldi, presidente della 'Dialogo' – il servizio e la condivisione con quel mondo oggi più remoto che mai che è il carcere, con la sua umanità difficile, scartata, dolente. E in occasione dell'imminente Pasqua – che quest'anno non potrà essere celebrata con la Messa del Vescovo – ho inviato ai detenuti una lettera segno di vicinanza e di auguri, che estendo a tutto il personale penitenziario".

Questo il testo della lettera:

"In questo periodo in cui un male oscuro e inimmaginabile tiene sospese tutte le nostre vite, io, che per oltre trent'anni ho varcato le porte del carcere per condividere, sia pure in minima parte, la vostra difficile condizione, non ho altro mezzo che il pensiero e la preghiera per esservi vicina e mi servo di queste poche parole per dirvi che, insieme con le amiche e gli amici volontari dell'Associazione, aspetto con fiducia il giorno in cui potremo tornare a riprendere il filo interrotto delle nostre attività con voi.

Siate pazienti e prudenti e, forti dell'affetto dei vostri cari e dell'attenzione e della cura degli operatori penitenziari, ce la farete, ce la faremo, come dicono i manifesti appesi alle finestre di tante città e paesi d’Italia in segno di speranza e augurio per ciascuno e per la comunità tutta.

Un abbraccio. Licia Baldi"

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