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Stagione positiva ma paghiamo troppe tasse

Il commento di Massimo De Ferrari, Associazione albergatori: "Elba in positivo mentre il resto d'Italia cala ma abbiamo troppe spese fisse"

PORTOFERRAIO — I segni più in quasi tutti gli indicatori fanno sorridere gli albergatori elbani che stilano un bilancio positivo della stagione turistica appena conclusa. Ma è un sorriso dolce-amaro perchè rimane la consapevolezza di un dato volatile per adesso buono (gli ingressi tursistici) da affiancare ad uno fisso (le tasse) che non ne vuole sapere di scendere. Prima dell'assemblea pubblica del prossimo 24 ottobre, Massimo De Ferrari, presidente dell'Associazione albergatori, anticipa il resoconto delle attività ricettive.

De Ferrari, andiamo al punto, com'è andata la stagione?

"I dati degli sbarchi (diffusi nei giorni scorsi dall'Autorità portuale, ndr) ci dicono che ci sono stati più ingressi rispetto alla stagione scorsa ma noi abbiamo sentito anche altri soggetti. Albergatori in primis, ma abbiamo sondato anche i consumi della LegaCoop, i noleggi, le lavanderie, insomma tutto quello che ruota intorno al turismo e sappiamo che siamo andati bene, addirittura molto bene se consideriamo ciò che succede nel resto d'Italia"

Se infatti l'Elba registra un generale +1% (ma con picchi più alti soprattutto nel mese di settembre), l'andamento del turismo nel Paese è invece negativo.

Detto della quantità, parliamo della qualità. Chi sono i turisti che sono venuti in vacanza all'Elba?

"Stabili gli italiani, sono aumentati i visitatori stranieri. I poli di provenienza rimangono gli stessi: svizzeri e tedeschi sono aumentati del 3% così come l'anniversario napoleonico ha avuto un forte richiamo per i francesi che sono passati dall'1 al 3% totale. Bene anche i paesi dell'Est Europa".

Come se lo spiega? C'è stata un'attenzione particolare degli operatori verso gli stranieri?

"In quei paesi hanno meno tasse, una maggiore disponibilità liquida, per questo gli operatori elbani fanno bene a fare una promozione particolare verso l'estero".

Le tasse appunto, il tasto dolente. Quelle non diminuiscono?

"Abbiamo delle spese fisse altissime. Nel momento in cui un albergatore apre una struttura, dal primo giorno ha una media di spesa di 1.000 euro a camera fra Tasi, Imu, rifiuti e il resto. E' un peso che non varia se hai l'albergo pieno o vuoto e così diventa difficile investire".

Investimenti che vuol dire anche assunzioni: il ramo turistico ha un peso sociale importante sulla popolazione elbana, soprattutto quella giovane

"Se siamo andati bene vuol dire che abbiamo mantenuto lo stesso numero di impiegati, sappiamo che molte persone dipendono da noi".

Più ingressi vuol dire anche più ricchezza distribuita? 

"Non sempre. I ricavi diminuiscono complessivamente, questo perchè la politica dei pacchetti tutto compreso o le varie promozioni, utili ad attirare turisti, fanno diminuire gli incassi. In settembre poi ci sono state più persone ma meno automobili. Questo dato vuol dire che molti sono venuti dalla mattina alla sera, difficile che abbiamo speso molto sull'isola".

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