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Grimaldi contesta i contributi pubblici a Toremar

Emanuele Grimaldi e Vincenzo Onorato

Polemiche aperte tra i due armatori a partire dalla richiesta del patron di Moby di una rivisitazione del Registro Internazionale e della Tonnage Tax.

ROMA — Emanuele Grimaldi - presidente di Cofitarma - attacca le compagnie di navigazione di Vincenzo Onorato che ricevono contributi pubblici (Tirrenia e Toremar): “L'unica cosa veramente ingiusta sono i quasi 100 milioni di euro che le sue società incassano per fornire servizi marittimi verso la Sardegna e l'arcipelago toscano dove ci sono altri armatori che fanno lo stesso mestiere senza prendere un euro. Perché i contributi pubblici non sono mai stati messi a gara? Perché le sovvenzioni non vengono date direttamente ai passeggeri sardi invece che a una compagnia di navigazione? Il mio Gruppo controlla due compagnie di bandiera a Malta e a Creta (Malta Motorways of the Seas e Minoan Lines, ndr) e in un caso prendiamo 200 mila euro all'anno come contributi, nel secondo caso zero”.

E' quanto riporta il magazine online "ship2shore" a firma di Nicola Capuzzo in un articolo in merito all'ultima lettera aperta pubblicata a pagamento dal patron di Moby su alcuni quotidiani nazionali il 1 maggio.

Onorato è infatti in disaccordo con Confitarma in merito agli sgravi contributivi e fiscali riservati alle navi battenti bandiera italiana e ammesse al regime fiscale forfettario della Tonnage Tax.

Il numero uno di Moby invoca una completa rivisitazione della legge istitutiva del Registro Internazionale delle navi con la necessità “di riscrivere la legge 30/98, indicando chiaramente che le compagnie italiane aventi diritto alla quasi totale esenzione fiscale e agli sgravi contributivi INPS e IRPEF sono solo quelle che hanno la tabella minima di sicurezza (il numero minimo di marittimi con le relative qualifiche, legalmente stabilito per governare la nave) composta soltanto da marittimi italiani o comunitari”.

E poi il riferimento alla tabella minima di sicurezza come soglia dell’obbligo di imbarco di comunitari accettabile per ottenere gli sgravi contributivi e fiscali previsti da Registro Internazionale e Tonnage Tax ed infine la richiesta dell'istituzione di un Ministero del Mare perché “in una nazione come l'Italia le problematiche a riguardo non possono essere delegate a un generico Ministero dei Trasporti, chiamato a occuparsi di qualsiasi tipo di trasporto, da quello aereo a quello locale”.

Grimaldi - come si legge sempre su "ship2shore" - definisce invece “irragionevole” modificare l'impostazione normativa del Registro Internazionale così come previsto dalle legge del 1998, perché “senza la flessibilità garantita da quello strumento si perderebbe tutto il naviglio italiano impiegato sulle rotte internazionali. Dal 1998 a oggi la flotta di navi sotto bandiera italiana è passata da 7,8 a 16,5 milioni di tonnellate di stazza e l'occupazione di marittimi italiani da 30 mila a 63 mila persone. Cambiare l'asseto normativo attuale porterebbe vantaggi per nessuno e danni per tutti”. Il numero uno di Confitarma boccia dunque ancora una volta il cosiddetto emendamento Cociancich che definisce senza mezzi termini “una proposta normativa scritta dal legale di Onorato, l’avv. Beniamino Carnevale”

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