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"Un Piano strutturale che blocca lo sviluppo"

Marcello Barghini

Il capogruppo di minoranza Barghini fa puntuali critiche alle previsioni del nuovo Piano strutturale: "Comunità condannate al lento degrado e oblio".

RIO — "L’enfasi del comunicato stampa, con il quale l’amministrazione comunale comunica l’avvio del procedimento per la redazione del nuovo Piano Strutturale Intercomunale, per l’adeguamento al Pit con valenza di Piano Paesaggistico Regionale, approvato a maggioranza, con il nostro voto contrario, nel C.C. del 27 dicembre 2019, nasconde una ben più triste e funerea realtà per il nostro territorio", si apre così una nota con cui Marcello Barghini, capogruppo di minoranza di ViviRio, spiega ai cittadini le motivazioni del suo no ai contenuti previsti nel nuovo Piano strutturale del Comune di Rio.

"Va precisato che la redazione del nuovo P.S. si è resa necessaria con la fusione dei due Comuni, in quanto Rio nell’Elba era in salvaguardia per l’avvenuta scadenza dei suoi strumenti urbanistici, ma Rio Marina no! - spiega Barghini - L’adeguamento al Pit con valenza di PPR era avvenuta con l’approvazione definitiva del Piano Operativo Comunale della Giunta Galli nel dicembre 2017, con anche la definizione del perimetro del territorio urbanizzato".

"Il territorio urbanizzato, in base all’art. 4 della L.R. 64/2014, - aggiunge Barghini - è il solo dove sono consentite le trasformazioni a fini insediativi e infrastrutturali, e averlo ridotto, così come è stato ridotto ai minimi termini, estendendo in modo abnorme il territorio rurale con la deliberazione del 27 dicembre (vedi  cartografia allegata inviata da Barghini), vuol dire strozzare ogni possibilità di sviluppo, cancellare 269.478 metri cubi rivenienti dal precedente P.S. di Rio Marina, con varie destinazioni: residenziale completamento ed espansione, turistico-ricettivo, industriale-artigianale, servizi-commercio, più quelli rivenienti da Rio nell’Elba, perché non ci sarà più un metro quadro di terreno utilizzabile, tenendo anche di conto che oltre il 70 per cento del territorio è Parco nazionale, praticamente abbandonato, e come anticipazione, con l’approvazione dell’avvio del procedimento sono scattate le norme di salvaguardia, che comportano la decadenza di tutte le previsioni al di fuori del perimetro urbanizzato, compresi gli ampliamenti".

"Non di meno - prosegue Barghini - si rilevano assurdità come la Valle di Riale dall’ex Macelli al Piano-Villaggio Togliatti, compreso la briglia di tenuta e laminazione del torrente, e parte della fascia del bosco ad alto fusto inserita come territorio urbanizzato e l’esclusione di zone come il Peep di S. Filomena, parte del sottostrada della strada Panoramica, la zona S. Giuseppe – Coop, la Chiusa – Grassera, parte di Via Solferino nel centro storico di Rio Elba, a Nisportino escluso il campeggio e tutta la parte bassa di primo insediamento storico, e altre alle Venelle, a Ortano esclusa tutta la zona del Canapai, ecc., tutte zone dotate di urbanizzazione primaria. O l’inserimento a Cavo, alle Paffe, di una zona 'Polarità a servizi di interesse collettivo e valorizzazione ambientale (terme)', in un terreno riclassificato rurale e nel pieno della fascia di protezione di 300 metri dalla costa del PIT-PPR, specchietto per le allodole o presa in giro?" 

"Delle terme non si sa nulla, - prosegue Barghini - tanto meno del bando specifico, va a finire che con l’acqua calda ci faranno una fontanella per sciacquarsi i piedi. Con paesi che si spopolano a vista d’occhio, con i giovani che emigrano per mancanza di lavoro e prospettive, con un commercio asfittico, con un turismo che non riesce a farsi economia da dopo la chiusura delle miniere, con un piccolo artigianato legato all’edilizia che arranca alla meno peggio, con le pensioni che sono l’asse portante dell’economia paesana. Paesi che sono tutt’altra cosa da chi li vede dall’esterno ed ha visioni continentali, che con decisioni come quella intrapresa dal sindaco e dalla maggioranza, tagliano le gambe a iniziative, speranze e anche sogni, condannando queste comunità al più o meno lento degrado e oblio".

"Legge n. 267/2000 (Testo Unico Enti Locali) - Art. 3 comma 2- Il Comune è l’ente locale che rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo. Per Rio si può sostituire: non ne cura gli interessi e ne promuove la scomparsa", conclude con ironica amarezza Barghini.


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