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Ok dall'Appe al nuovo porto

Il Comitato Portuale ha adottato le prescrizioni del Consiglio Superiore dei Lavori pubblici per il nuovo porto, ecco cosa cambia

RIO MARINA — Il Comitato Portuale dell'Appe ha approvato l'adeguamento tecnico funzionale del piano regolatore portuale inserendo le prescrizioni contenute nel parere favorevole del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.

La Seconda Sezione del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha infatti espresso prescrizioni e raccomandazioni riguardo gli aspetti tecnici per il progetto di adeguamento del secondo porto dell'Elba, indicazioni che con il passaggio all'Appe vanno a modificare il progetto che ora verrà sottoposto alla Regione per la definitiva approvazione.

Per ottemperare alle prescrizioni contenute nel voto del Consiglio superiore dei Lavori Pubblici sono state introdotte le seguenti modifiche alle opere: limitazione a 30 m del prolungamento del molo di sopraflutto, una modifica della configurazione del molo di sottoflutto che viene prolungato di circa 40 m in direzione sud, poi compie una rotazione di 60° verso est e prosegue per ulteriori 65 m circa verso SE interrompendosi a circa 50 m dal limite della banchina interna del molo di sopraflutto così da lasciare un canale di navigazione di dimensioni tali da garantire un agevole accesso alle imbarcazioni da diporto alla darsena interna anche in presenza di imbarcazioni ormeggiate alla suddetta banchina. 

"Per la realizzazione del primo tratto - si legge nella delibera - e per il 75% del secondo braccio del molo è stata prevista la stessa soluzione costruttiva già utilizzata per la realizzazione del molo stesso, consistente in un’opera a scogliera con banchinamento interno, mentre per il tratto di testata del molo è stata prevista una soluzione a cassoni in modo da consentire l’ormeggio sulla banchina esterna alle imbarcazioni che devono fare rifornimento e lasciare tutta la banchina interna a disposizione delle imbarcazioni da diporto". 

Si procederà poi ad una traslazione di 30 m in avanti del dente di attracco per le navi traghetto così da ottemperare alla prescrizione di garantire una distanza minima di 100 m tra la fiancata del traghetto ormeggiato ed il molo di sottoflutto e a una rimodulazione dell'area di attesa imbarco che viene limitata allo scalo di alaggio posto al termine del tratto dove la sponda è protetta da una scogliera così da mantenere l’attuale spiaggia utilizzata per l’alaggio delle piccole imbarcazioni.

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