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Entro due mesi i Carabinieri lasceranno la caserma

L'Ufficiale giudiziario insieme all'avvocato Iovine all'ingresso della caserma a Rio Marina

Con il terzo accesso dell'Ufficiale giudiziario, la proprietà e i militari dell'Arma si sono accordati per lo sgombero entro il 13 Maggio prossimo

RIO — Si avvia ad una conclusione la vicenda dello sfratto della caserma dei Carabinieri, collocata all'interno di alcuni immobili privati, nel paese di Rio Marina, nel Comune di Rio. Una vicenda lunga 12 anni (leggi qui la storia) che ha visto da un lato la proprietà e dall'altro gli uffici del Ministero dell'Interno, sotto la cui egida rientra la questione dell'affitto dovuto per l'utilizzo degli immobili privati dove è collocata la sede della caserma.

La proprietà aveva inoltre manifestato l'intenzione di vendere gli immobili (qui l'articolo) che avrebbero potuti essere acquistati dal Comune o da un altro ente ma nessuna proposta di acquisto è pervenuta entro la data indicata. Il Comune di Rio, non interessato all'acquisto dei locali, aveva prospettato una prima ipotesi per la costruzione di una nuova caserma (qui l'articolo).

La notizia dello sfratto dei Carabinieri nei giorni scorsi era diventata anche un caso nazionale in seguito al servizio andato in onda su Canale 5 nel programma Striscia La Notizia (qui l'articolo).

Nella tarda mattinata di oggi, martedì 12 Marzo, infatti c'è stato il terzo accesso dell'Ufficiale giudiziario in seguito alla sentenza di sfratto esecutivo.

Francesca Iovine, avvocato della proprietà, ha informato sul diniego espresso dai suoi assistiti in seguito alla richiesta inviata dal Prefetto di prorogare la permanenza negli immobili di ulteriori 6/7 mesi. La richiesta era arrivata dopo che il Comune di Rio aveva annunciato di aver individuato degli immobili (qui l'articolo), che, grazie al federalismo demaniale, avrebbe potuto mettere a disposizione dei Carabinieri. 

Tuttavia però gli immobili, che si troverebbero vicini all'attuale sede della Caserma, necessitano di interventi di ristrutturazione e di adeguamento che richiederebbero alcuni mesi di tempo.

Secondo la legale, i tempi per tale ristrutturazione non possono essere certi, anche in ragione del fatto che tale situazione di criticità si protrae da anni e che già nei mesi scorsi sono state date proroghe in attesa di una soluzione alternativa per la caserma.

La proprietà però ha comunque concesso altri due mesi di tempo per consentire lo sgombero dei locali da parte dei Carabinieri.

L'avvocato Iovine dopo l'accesso dell'Ufficiale giudiziario ha dichiarato che i Carabinieri, durante l'incontro di questa mattina hanno informato la proprietà che “usciranno volontariamente, senza quindi bisogno di sfratto attraverso l'Ufficiale giudiziario e che si sono già organizzati per effettuare il trasloco”.

“Abbiamo dato quindi tempo fino al 13 Maggio - ha dichiarato l'avvocato Iovine - per effettuare autonomamente il trasloco dalla caserma e il rilascio degli immobili dell'abitazione del comandante”.

“Purtroppo – ha aggiunto l'avvocato Iovine – la sensazione che rimane è quella che i Carabinieri, pur essendo dei servitori dello Stato, sono stati, in un certo qual senso, abbandonati dallo Stato che rappresentano, tuttavia si sono saputi organizzare e in attesa della situazione definitiva che ha prospettato il Comune essere pronta tra 6/7 mesi, ripiegheranno su altre Compagnie, mentre in maresciallo, comandante della Stazione sta cercando un alloggio in cui trasferirsi. Per questo abbiamo concesso questo termine e il comandante della Stazione di Portoferraio ci ha assicurato che qualora il trasloco avvenisse in tempi più brevi, prima del 13 Maggio sarà loro cura consegnare le chiavi direttamente a noi e quindi salterebbe anche il prossimo accesso dell'Ufficiale giudiziario, che però è stabilito solo per il rilascio dell'immobile ”.

Presente questa mattina anche Anna Scalabrini, che è una dei proprietari degli immobili adibiti a caserma dei Carabinieri, che ha così commentato la vicenda:

“Devo dire che noi proprietari siamo costernati di essere arrivati a questa fine, dopo 40 anni di rapporti con lo Stato, purtroppo assente. Però siamo confortati dal fatto che oggi con i Carabinieri ci siamo trovati insieme, ancora una volta, e ci siamo arrangiati di comune accordo e di comune accordo abbiamo visto la buona volontà dei Carabinieri che nel frattempo si erano organizzati, ci siamo trovati in qualche modo di fronte a degli amici e abbiamo trovato, noi insieme, soltanto noi, la soluzione”.

Resta da capire se dopo lo sgombero dei locali il territorio di Rio avrà un presidio anche provvisorio, magari nei locali usati per il presidio estivo dei Carabinieri a Cavo, o se l'Arma lascerà il territorio in attesa della ristrutturazione dei locali individuati dal Comune.

Valentina Caffieri
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