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Rapina di Pareti, agli arresti l'organizzatore del delitto

Era in Bielorussia. Fondamentale il ruolo di Carabinieri e Interpol

ISOLA D'ELBA — Duravano da molti mesi le ricerche che hanno condotto al ritrovamento e alla messa agli arresti a fini estradizionali di un 41 enne moldavo A.P

A Minsk, in Bielorussia, l’Interpol, dopo un’attività lunga e complessa partita con le indagini del Norm dei Carabinieri dell’Elba sulla scia della condanna dei tre esecutori materiali della rapina di Pareti di Capoliveri, della sera del 28 novembre 2012 - condannati a nove anni -  ha trovato l'uomo ritenuto ideatore, organizzatore, nonché reclutatore dei tre esecutori materiali del delitto.

Secondo la ricostruzione dei Carabinieri da lui i tre condannati avrebbero ricevuto anche la pistola calibro 9 adoperata per il colpo, poi rinvenuta e sequestrata dai militari elbani al momento dell’arresto.

A.P. aveva vissuto all’Elba per qualche anno e durante questo periodo aveva avuto modo di frequentare la casa della vittima: il 66enne, ex imprenditore, fatto oggetto di percosse e gravi lesioni a scopo di rapina, in quell'autunno del 2012.

Si attende ora che la pratica dell’estradizione faccia il suo corso, in modo che l’ultimo imputato di questo gravissimo delitto possa essere processato. Su di lui pendono gravi accuse che vanno dalla ricettazione dell’arma da fuoco clandestina usata per la rapina, alla detenzione della stessa, dalla rapina, alle lesioni aggravate.

Secondo il quadro ricostruito dall’Arma elbana e dal sostituto procuratore dottoressa Fiorenza Marrara, infatti, il ruolo del quarto uomo sarebbe quello centrale: sua l’idea, suo il reclutamento, sua la responsabilità degli spostamenti e della permanenza sull’isola del gruppo e infine sua l’arma da fuoco; in sostanza un concorso pieno con i tre connazionali Petrescu Vlad, Gudima Sergiu e Cogiug Ruslan che per impossessarsi di diversi orologi e poco meno di 500 € aggredirono con efferata violenza l’anziana vittima, venendo poi rintracciati qualche ora dopo dai carabinieri elbani, con l’intera refurtiva, la pistola e un paio di coltelli, nella zona portuale di Portoferraio.

Ancora da accertare il motivo della presenza del soggetto in Bielorussia.

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