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Tamarindi, grandi navi e piccoli aerei

Si discute se sia opportuno o meno ampliare le banchine di Portoferraio ma lo sviluppo dell’Elba più che dal mare può arrivare dal cielo.

PORTOFERRAIO — “Chi pianta tamarindi non raccoglie tamarindi” è un vecchio detto orientale che si addice molto alla situazione elbana di inizio secolo. Il tamarindo impiega infatti almeno 90 anni per dare i suoi primi frutti, di conseguenza il beneficio non può che andare ai figli.

Il progetto di ampliamento del porto di Portoferraio risale al 2005. Se ne parla dunque da quindici anni. All’epoca c’era l’amministrazione Peria, all’epoca c’erano ancora la SAT a Pisa e la SAF a Firenze e di Toscana Aeroporti ne parlava solo qualcuno in regione, privatamente ed a bassa voce. All’Elba invece in tema di aerei si è quasi sempre urlato e non si è guardato a quanto era intanto già cambiato intorno allo Scoglio.

Oggi come allora si discute sul “bigger”: una banchina più profonda per navi da migliaia di crocieristi ed una pista più lunga per aerei da centinaia di passeggeri, ma il business moderno e lo sviluppo sostenibile sono “smaller”: tanti piccoli ormeggi e tanti piccoli aerei.

Tanti voli quotidiani con piccoli aerei dagli scali internazionali di Toscana Aeroporti di Pisa e Firenze e da quelli piccoli di Lucca, Siena, Arezzo, Grosseto e Massa; un “sistema di zanzare” che permetta ai turisti delle città d’arte toscane di arrivare e tornare all’Elba più volte in giornata; che vada incontro alla nuova tendenza di organizzare la settimana di vacanza con più destinazioni e non più con la permanenza fissa sabato sabato in una sola località di mare.

Tanti nuovi posti barca sulle banchine di Portoferraio e non solo ed attracchi dei traghetti su nuovi moli a San Giovanni per rendere più agevole l’accesso alla viabilità dell’isola e liberare la città di Cosimo dalla morsa del traffico. Una linea marittima dell’arcipelago toscano che colleghi tutte le isole per spostamenti in giornata.

Tante piste ciclabili e tanti servizi per privilegiare l’accesso allo Scoglio senza auto.

Tante idee visionarie.

In due parole: piantare tamarindi.

Buon Ferragosto

Marco Migli
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