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"Se si sfascia la Gat l'Elba indietro di sei anni"

Franco De Simone, presidente Confesercenti Elba

De Simone, presidente di Confesercenti, avverte che se salta la Gestione associata del Turismo a rischio promozione e opere pubbliche come l'aeroporto

PORTOFERRAIO — L'ipotesi della fine della Gestione associata per il turismo (Gat) dell'isola d'Elba preoccupa le associazioni di categoria. In tarda serata di oggi, martedì 27 Novembre, è proprio Franco De Simone, presidente di Confesercenti isola d'Elba, a disegnare gli scenari futuri senza più coordinamento e risorse comuni. 

"Se si sfascia la Gat rischiamo un balzo indietro di 6 anni circa. Ci risiamo. Purtroppo si continua a ragionare guardando al proprio orticello - scrive De Simone sul suo profilo Facebook - e non si trova la volontà di avere una visione unitaria che ha come scopo l’interesse dell’Elba nella sua interezza. Se salta la Gat, uno dei pochi esempi di unità elbana, principalmente salta tutta la progettazione di opere comprensoriali che sono fondamentali per lo sviluppo dell’isola". 

"Se salta ora, - prosegue De Simone- difficilmente i Comuni si rimetteranno insieme a breve. E sarebbe un errore madornale. Per come sono messe le cose oggi e per il livello di coinvolgimento della Gat su alcuni progetti (vedi in primis l’aeroporto dell’isola d’Elba e varie opere pubbliche), i rischi di divisione dei comuni sulla promozione o peggio il ritorno alla tassa di soggiorno sono assolutamente da scongiurare".

"Non si può essere d'accordo sulla Gat - sottolinea De Simone - a seconda che convenga o meno al proprio Comune o che sia o meno conforme alla propria idea di turismo. Per di più continuiamo a confondere le cose: si parla di turismo ma al turismo va solo 1/3 del gettito e il resto viene spartito... e guarda caso non ci si trova d'accordo su come spartirsi il malloppo". 

"Sono anni - afferma De Simone - che Confesercenti dice che se si parla di strategie di promozione turistica e di come metterle in pratica non devono e non possono essere i politici a dirigere il gioco perché trasformano tutto in una logica di spartizione. A noi non interessa se viene privilegiato Campo, Capoliveri o Marciana o il tal evento sportivo invece che il tal altro servizio televisivo; l'importante è che venga fatto un buon lavoro e che l'Elba cresca secondo quelle che sono le strategie studiate e condivise.
Non dobbiamo essere noi ad entrare nel merito delle scelte strategiche, altrimenti facciamo come al bar quando si parla delle scelte dell'allenatore della squadra di calcio!"

"Dobbiamo pretendere un metodo di lavoro - sottolinea il presidente di Confesercenti - in cui le scelte le fanno persone competenti libere di fare il lavoro al meglio e non per ingraziarsi i vari sindaci al fine di vedersi rinnovare il mandato. Serve un 'comitato d’indirizzo', ora previsto dalla normativa regionale, che dovrebbe analizzare i dati, discutere sulle risorse da mettere in gioco, pianificare la strategia pluriennale, a chi dare il mandato e come controllarne i risultati. Poi le strategie devono metterle in atto tecnici preparati".

"Sullo specifico dell’aumento del contributo, - commenta De Simone -  il problema dell’aumento a 5 euro (che è l’ultimo fattibile perché il limite lo pone la legge) è un falso problema. L’Elba può sostenerlo ed è poca cosa rispetto alla tassa di soggiorno. Il contributo di sbarco è facilmente esigibile (grazie alle Compagnie di navigazione, ma senza costi) mentre la tassa di soggiorno presenterà una grossa fetta di evasione e necessiterà di personale comunale per gestirne l’esazione". 

"La promozione turistica dell’Elba è fondamentale, - sottolinea il presidente di Confesercenti - ed il bussolotto da cui prendere i soldi deve essere unico. Non si può pensare di fare promozione ad una località specifica. E magari visto che la pubblicità comparativa è ammessa, dire 'venite a Marina di Campo che è più bella di Capoliveri'!"

"Forse - afferma De Simone - è il caso di rivedere le regole nelle riunioni Gat? Forse è il caso di andare a maggioranza, non come ora 'all’unanimità o nulla'?!
Tutta questa querelle è tipicamente elbana ed è proprio il motivo per il quale all'Elba non siamo capaci di concludere nulla". 

"Che tristezza! Questo è l’ennesima riprova (e non ne sentivamo il bisogno!) che il Problema con la P maiuscola all’Elba è sempre lo stesso: 7 Comuni!", conclude il presidente di Confesercenti.

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