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Piazzetta Ageno, l'intitolazione e la protesta

I contestatori sotto la lapide di Pietro Gori

Presenti i rappresentanti dei Comuni elbani, Forze dell'Ordine e la famiglia dell'ex sindaco. Durante le contestazioni fischiato l'Inno di Mameli

PORTOFERRAIO — "Vergogna". "Rispetto per la storia". Questi  - oltre al nome di Pietro Gori scandito più volte - i cori più ricorrenti di chi ha protestato (circa 50 persone, oltre ad alcuni esponenti anarchici e comunisti giunti dalla Toscana) contro la intitolazione della piazzetta di fronte a Palazzo della Biscotteria alla memoria dell'ex sindaco di Portoferraio Giovanni Ageno, avvenuta nella mattinata di sabato 3 febbraio. Una protesta annunciata, oltre che abbastanza pacifica, con lo scopo di contestare quella che per loro era l'inopportuna rimozione del nome e del ricordo di Pietro Gori. Una protesta, però, macchiata  da  una bordata di fischi verso l'Inno Nazionale italiano eseguito per l'occasione dalla Filarmonica Giuseppe Pietri di Portoferraio.

Nonostante la contestazione, la cerimonia di intitolazione organizzata dalla Amministrazione Comunale di Portoferraio di quella che da oggi è Piazzetta Ageno si è svolta regolarmente a partire dalle ore 11. Presenti, oltre agli amministratori comunali di Portoferraio, rappresentanti dei Comuni elbani, delle Forze dell'Ordine, delle Associazioni d'Arma, oltre a politici e funzionari che hanno condiviso con Ageno la vicenda giudiziaria, ed ovviamente la moglie e il figlio dell’ex sindaco che hanno partecipato commossi alla scopertura della targa. Nella commemorazione, oltre al sindaco di Portoferraio Mario Ferrari, sono intervenuti l'ex parlamentare e sindaco di Rio Marina Francesco Bosi e il capogruppo di maggioranza portoferraiese in consiglio comunale Riccardo Nurra.

Contemporaneamente, da parte dei contestatori, cori, canti e la deposizione di garofani rossi alla fine della cerimonia sotto la grande lapide dedicata a Pietro Gori che campeggia proprio di fronte alla piazzetta, dal palazzo ex Poste.

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