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Pesca di frodo, il Parco: "Massime sanzioni"

L'attrezzatura sequestrata a Gorgona

Il ringraziamento del presidente facente funzioni Stefano Feri a Capitaneria e Polizia Pentenziaria per l'intervento a Gorgona

PORTOFERRAIO — In riferimento alla notizia del sequestro di 9 km di palangari nelle acque protette di Gorgona, il Parco Nazionale si congratula con la Capitaneria di Porto e con la Polizia Penitenziaria per l'azione combinata che ha portato alla individuazione e rimozione di uno strumento di pesca così dannoso all'interno delle acque più protette del parco.

"Continuo a sottolineare ha scritto il presidente facente funzioni del Parco, Stefano Feri - l'importanza della cooperazione tra i diversi organi di vigilanza, il supporto dei mezzi tecnologici e quello dei diversi soggetti segnalatori che ci aiutano a difendere le acque dell' arcipelago da chi intende pescare di frodo ed in concorrenza sleale con la quasi totalità dei pescatori che si comportano in modo corretto; aspetto questo, su cui stiamo portando avanti un preciso lavoro di dettaglio. Per ciò che mi riguarda - ha concluso Stefano Feri- ho chiesto alla Direzione del parco di attivarsi con la Capitaneria di Porto per richiedere il dettaglio di quanto rilevato e di valutare, nel caso fosse individuato il colpevole, la relativa costituzione di parte civile e l'applicazione delle massime sanzioni previste dalla 394"

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