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"Come garantire pari opportunità per tutti?"

Foto di repertorio

Alcune riflessioni di Linda Del Bono, insegnante e attivista per i diritti LGBT, scaturite dalle amministrative e l'appello alle neo assessore

PORTOFERRAIO — Linda Del Bono, insegnante e attivista per i diritti LGBT iscritta ad Agedo, interviene con alcune riflessioni sulla parità di genere, scaturite in seguito alle recenti elezioni amministrative.

"Affrontando la questione in termini giuridici, - spiega Del Bono - abbiamo almeno un paio di fonti che si occupano di disciplinare il principio di parità tra uomo e donna: la legge 56/2014, che prevede che 'nelle giunte dei Comuni con popolazione superiore a 3.000 abitanti, nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40 per cento', e l'Art. 23 della Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europa del 2000, tecnicamente vincolante in seguito al Trattato di Lisbona del 2007 e sostanzialmente inosservato [...]".

"Questo dice la legge e questo - prosegue Linda Del Bono - è quanto gli apparati statali sono obbligati a fare, pena la possibilità che la giunta stessa sia dichiarata illegittima in caso di ricorso. Personalmente, nutro delle profonde perplessità sull' effettiva funzionalità di questo strumento normativo in termini emancipatori e garantisti: tutelare la parità di genere all'interno degli organi rappresentativi poteva avere un senso in epoche democraticamente più deboli, ad oggi lo trovo anacronistico e lesivo della meritocrazia, questione urgente ed emergente, intese nella loro piena accezione negativa e di pericolosità".

Secondo l'attivista "La questione va quindi affrontata in termini più moderni, anche tenendo conto dell'evoluzione stessa del macro contenitore socio-culturale 'identità di genere'. La triste realtà nazionale e locale, è che non esistono pari opportunità di partenza, ed è questo il principale ostacolo per arrivare all'auspicata ma ancora ben lontana parità di trattamento, in politica, nell'ambiente lavorativo, sociale e domestico".

Secondo Del Bono la querelle preelettorale capoliverese avrebbe  reso evidente che  "è sempre maggiore ed improrogabile il bisogno di affrontare in termini pedagogici, sociali e politici le questioni di genere, questioni che sono interdipendenti alle pari opportunità, o come ho recentemente anche io iniziato a dire, alle opportunità paritarie".

"Mi auguro - conclude Linda Del Bono - che le neoelette e prossime all'insediamento giunte elbane si adoperino concretamente per proporre delle serie ed efficaci politiche paritarie e inclusive, al fine di abbattere gli ostacoli sostanziali che a tutt'oggi concorrono nel rafforzare gli sterotipi sessisti, vere e proprie barriere alla piena godibilità dei diritti personali, nonché pericolosissimi, insidiosi e silenti carburanti per la discriminazione e i crimini di matrice sessuale, come l'omotransfobia e il femminicidio. A fronte di un'emergenza sociale su scala globale e di cui l'isola non è indenne, confido nella pronta attivazione di interventi volti a diffondere, sostenere e tutelare i diritti delle persone tutte, per un' effettiva parità di trattamento, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale e dalla propria identità di genere".

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