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I politici e i dispetti del vento

Giovanni Muti

L'ironico intervento di Giovanni Muti mette a confronto quanto accaduto sabato scorso ad un precedente avvenuto anni fa a politici di parte opposta

PORTOFERRAIO — I candidati di Forza Italia che hanno incontrato gli elbani nella sala della provincia non sono potuti partire perché l’ultima corsa è stata sospesa, a causa del vento.

Che il vento crei problemi a che vive in un’ isola è normale: a volte impedisce di raggiungerla, a volte di lasciarla. E questo spaventa un continentale che si trova momentaneamente in un isola. Nulla fa sentire un uomo più solo di quando si trova in un isola e si avvicina la notte. Specialmente nella nostra: partita l’ultima nave, il canale diventa un oceano e il Continente si allontana all’infinito oltre l’orizzonte.

Non sembri esagerato perché così dovettero viverla i funzionari e i politici continentali del Partito Democratico che, a qualche mese dall’alluvione di Marina di Campo del 2002, organizzarono, alla Ex caserma De Laugier, una due giorni sui problemi ambientali, gestione del territorio , turismo ecc . E’ il caso di accennare a questo episodio perché dimostra come il rapporto tra dirigenti politici del continente è i trasporti marittimi sia sempre stato di natura conflittuale. Insomma , un problema antico mai risolto.

Dunque, si trattava di una due giorni organizzata dalla Regione e dalla Provincia che si concluse con un clamoroso colpo di scena: la folta pattuglia di assessori e tecnici fiorentini e livornesi , interruppe precipitosamente i lavori perché qualcuno annunciò al microfono, che stava arrivando lo scirocco. L’aula entrò in subbuglio. Il rumore di chi cercava borse e cappotti copriva la voce di chi parlava.

Gli elbani che erano in sala, e che non poterono neanche parlare, guardavano increduli questi signori in loden verde( era di moda) venuti dal continente per dire loro come si vive in un’isola, scappare perché spaventati dallo scirocco.

E questi elbani si saranno chiesti se quei signori sarebbero mai stati capaci di affrontare i gravi problemi che stavano minacciano il futuro dell’Elba. Problemi come lo smantellamento della sanità, la scuola e il Tribunale e appunto i trasporti marittimi. Il tempo ha dimostrato che non ci hanno nemmeno provato

Bisogna dire , di fronte vento, che cosi non si sono comportati i candidati di Forza Italia. E questo nonostante un insistente annuncio , sui giornali e sui social media, di una perturbazione in arrivo. Non si sono preoccupati di questo e sono rimasti a discutere per oltre 3 ore in una sala gelida, aspettando che gli elbani terminassero i loro interventi. E infatti sono intervenuti sollevando vari problemi: l’avv. Di Tursi che ha sollevato il problema della chiusura del Tribunale, Marcello Bargellini che ha portato le istanze dei commercianti, chiedendo sostegno per le politiche future del settore. Cesarina Barghini invece ha parlato di ciò che sta accadendo nelle piazze: fascismo/antifascismo ecc

Molto toccante, poi, intervento dell’ex sindaco Claudio de Santi. Ha paralato, nella duplice veste di candidato al Senato e come Elbano di adozione che conosce tutti i problemi e i drammi di questa’isola.

Ed è questo che gli ha permesso di ricordare con intensità la vicenda dolorosa di Giovanni Ageno e dell’Arch. Luca Tantini, vittime di un linciaggio da parte di una certa sinistra. E gli applausi della platea, che hanno sottolineato i passaggi più dolorosi, hanno ricordato come le ferite siano ancora aperte

E quando l’incontro è terminato, i candidati di Forza Italia hanno appreso che l’ultima corsa era stata sospesa. Il Coordinatore Regionale Mugnai ha detto che si trattava di piccola disavventura un giorno sarebbe diventata un bel ricordo.

Lo spirito di questa battuta evidenzia un’ aspetto: perdere la nave è un saccatura, ma si tratta di una seccatura che ha il vantaggio di interrompe il ritmo, un po’ spinto, che scandisce il tempo della nostra vita, specialmente nelle campagne elettorali. Prendersi una pausa è una cosa importante. Una cenetta insieme, in un clima più rilassato che si trasformerà, come dice Mugnai ,  in un bel ricordo

Per gli isolani però, quando le corse vengono sospese e rimangono sul porto di Piombino, la cosa è molto più grave. Perché sanno che ,oltre al vento, ci potrebbe essere l’intervento chi gestisce i servizi, per fare economia. E questo , per Mugnai, costituirà un ulteriore motivo di riflessione  su come sono gestiti attualmente i trasporti marittimi. Se, una volta eletto in parlamento, potesse fare qualcosa, questa piccola disavventura diventerebbe un bel ricordo anche per gli elbani   

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