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​“Fare sistema per educare contro la droga”

I relatori del Convegno

Questo quello che è emerso nel convegno dedicato ai rischi della diffusione crescente dell'uso di sostante stupefacenti fra giovani e giovanissimi

PORTOFERRAIO — L'emergenza della diffusione di droghe fra i giovani è stato il centro del convegno organizzato dalla Polizia di Stato, svoltosi questa mattina a Portoferraio. L'iniziativa è nata dalla costante collaborazione fra la Polizia e le scuole elbane per mettere in guardia sui rischi derivati da tutti i tipi di droga ma in particolare da quelli delle nuove droghe sintetiche, i cui effetti e i cui principi attivi sono spesso ancora sconosciuti. 

Costantemente vengono immessi sul mercato nuovi tipi di  stupefacenti che, anche tramite il web e le sue potenzialità di comunicazione, trovano un'ampia diffusione.

Il messaggio più forte che è passato durante il convegno è stato quello affidato all'intervento del tossicologo, ribadito anche dal dirigente del Commissariato, sul fatto non esiste distinzione fra droghe pesanti e droghe cosiddette “leggere” perché entrambe possono produrre danni irreversibili ma possono portare anche alla morte.

I rischi stanno anche negli effetti psicotici, allucinogeni o legati ai cambiamenti della percezione che provocano in chi li assume, causando la perdita di controllo della percezione reale di quanto accade con conseguenze in molti casi tragiche e con la creazione di pericolo per se stessi e per gli altri.

Il tossicologo Matteo Marti, dopo avere illustrato i vari tipi di sostanze stupefacenti, attraverso video e immagini ha anche mostrato ai giovani gli effetti devastanti di alcuni tipi di droghe. 

In sala erano presenti numerosi studenti delle scuole superiori elbane che hanno assistito ai vari interventi. 

Effetti devastanti sul cervello e  quindi sullo svolgimento delle normali attività sono emersi da studi condotti proprio sui giovani che hanno fatto uso di cannabis anche per brevi periodi di tempo. Le droghe considerate leggere infatti sono causa di danni spesso irreversibili per lo sviluppo cerebrale dei giovani.

Un altro aspetto che ha evidenziato il tossicologo riguarda il fatto che le droghe sintetiche spesso sono sconosciute perché prodotte da un' “industria” di non professionisti e sono spesso "scarti" di ciò che l'industria farmaceutica ha escluso proprio perché dannosi. Altro fattore di rischio riguarda l'utilizzo di sostanze sconosciute e in casi di incidenti, può capitare di non poter intervenire adeguatamente perché le sostanze usate, proprio perché “sconosciuta” la loro composizione, possono avere interazioni dannose con altri farmaci o con l'anestesia, in caso di interventi chirurgici necessari.

L'avvocato Alessandro Viti ha invece messo in evidenza come spesso i reati legati alla droga siano sottovalutati e ha tracciato una panoramica dell'evoluzione normativa sulle pene connesse alla detenzione e allo spaccio di droga.

Il dirigente del Commissariato di Portoferraio, Pietro Scroccarello, ha illustrato il lavoro svolto sul territorio, di cui fa parte l'attività di contrasto allo spaccio di droga, anche vicino alle scuole e ai luoghi di ritrovo dei giovani, ma ha anche spiegato le attività di informazione e prevenzione rivolte ai ragazzi, realizzate in collaborazione con le scuole su vari temi fra cui quelli della droga e del cyberbullismo.

Scroccarello ha inoltre sottolineato come stia crescendo nei giovani e nei giovanissimi l'uso di sostanze stupefacenti, in particolare nella fascia di età 15-19 anni.

Un problema che da più parti, a iniziare dal questore di Livorno, Lorenzo Suraci (qui le dichiarazioni) è stato dichiarato come una vera e propria emergenza che può essere affrontata attraverso un'alleanza educativa fra le istituzioni con la collaborazione tra scuola e famiglie, spiegando sia agli adulti che ai ragazzi quali sono i reali rischi che si corrono nell'uso di sostanze stupefacenti, rischi che nella migliore delle ipotesi danneggiano il cervello e nella peggiore invece conducono alla morte tramite arresto cardiaco.

E se i rischi stanno già in una singola assunzione di sostanze stupefacenti, questi si moltiplicano proprio per il fatto che tali sostanze non solo creano dipendenza ma spesso non vengono neppure percepite come vere e proprie droghe, rispetto invece a quanto avveniva in passato con le droghe classiche.

Valentina Caffieri
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