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Salute,"L'Elba deve chiedere molto di più"

Foto di repertorio

Il Comitato Elba Salute, dopo il convegno "Nessun cuore è un'isola", promosso dall'Asl, torna a chiedere l'ambulanza medicalizzata nell'Elba est

PORTOFERRAIO — Sabato 15 Giugno presso l'Hotel Airone a Portoferraio si è svolto il convegno "Nessun cuore è un'isola", organizzato dall'Asl Toscana nord ovest per illustrare come funziona all'Elba la rete del 118 per intervenire sui pazienti colpiti da infarto.

Il Comitato Elba Salute, con una nota a firma di Francesco Semeraro, interviene per commentare quanto emerso dal convegno affermando che  i vari relatori presenti "ci hanno fatto conoscere gli enormi sforzi e passi in avanti fatti dalla 'rete' cardiologica di emergenza in questi anni anche grazie ai volontari del 118, agli infermieri e ai medici presenti nel nostro ospedale capaci di stabilizzare un infartuato affinché possa essere trasferito in sicurezza in elicottero verso ospedali di eccellenza cardiologica come quello di Livorno".



"L'Elba che ringrazia questa 'rete' cardiologica - prosegue Elba Salute - per aver salvato la vita ad alcuni Elbani come i signori Damiani e Lanera e la stessa moglie dello scrivente, ha da chiedere molto di più non strutturalmente o per cose che necessita un budget particolare ma più attenzione per le sue caratteristiche insulari e difficoltà operative che il territorio impone".

In base alle slide proiettate durante il convegno, Elba Salute commenta che in caso di un paziente colpito da infarto nell'Elba occidentale non ci sarebbero problemi, dato che per quella zona è prevista la presenza di ambulanza con medico a bordo.

Una delle slide proiettate al Convegno

Ma commenta Elba Salute "se la stessa richiesta al 118 venisse dal Cavo o da Rio Marina la centrale invierebbe sul posto un'ambulanza India (senza medico a bordo perché alla zona non è concesso il medico in ambulanza) in servizio a Porto Azzurro con l'infermiere a bordo in sostituzione del medico che praticherebbe all'infartuato un elettrocardiogramma per mandarlo alla centrale del 118 che lo sottoporrebbe a un cardiologo il quale se riscontrasse l'effettiva gravità (come nel caso precedente) allerterebbe una delle ambulanze con medico a bordo, in servizio a Portoferraio e Campo sempre che siano disponibili, per recarsi ad un rendez vous con l'ambulanza INDIA con l'infartuato a bordo. Dopo il trasbordo dell'infartuato sull'ambulanza medicalizzata, il medico del 118 dovrà effettuare un ulteriore controllo dello stato del paziente e della sua gravità e decidere di conseguenza quale terapia somministrare prima dell'arrivo dell'elicottero".

La differenza, secondo Elba Salute, sta quindi nel tempo che passerebbe nelle due differenti zone prima che il medico possa intervenire, tempi vitali per soccorrere una persona colpita da infarto..

"Altra assurdità cardiologica, ribadita in convegno, - aggiunge Elba Salute - è che a Piombino ci sono 7 cardiologi e non fanno interventi sul cuore mentre a Portoferraio ce n'è uno solo e un altro in servizio parziale con ore limitate di ambulatorio".

Secondo il Comitato Elba Salute il "convegno anche se ben articolato e interessantissimo, non ha dato risposte in merito trascurando che le persone della zona orientale hanno gli stessi diritti di far parte di una 'rete' che li possa salvare la vita".

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