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Volontari in azione nella zona umida di Mola

Alcuni dei volontari durante la pulizia

Ieri, in occasione della Giornata Mondiale delle Zone Umide, i volontari hanno tolto decine di sacchi di rifiuti e rimosso molti detriti

PORTO AZZURRO — Pioggia battente e freddo ieri, domenica 3 Febbraio, non hanno fermato i volontari elbani chiamati da Legambiente, Diversamente Marinai e Parco Nazionale dell’Arcipelago toscano a ripulire l’area umida di Mola, al confine tra i Comuni di Porto Azzurro e Capoliveri, per celebrare la Giornata Mondiale delle Zone umide.

L’iniziativa, che fa parte del Progetto Pelagos Plastic Free del Segretariato del Santuario Internazionale dei Mammiferi Marini Pelagos e al quale partecipano Legambiente e Parco Nazionale, mirava a ripulire almeno in parte la vera e propria catastrofe causata dalle mareggiate di fine autunno che aveva trasformato Mola in una vera e propria discarica di rifiuti – soprattutto plastica – portati dal mare, ma anche imbarcazioni e altri materiali e, come racconta Maria Frangioni, presidente di Legambiente Arcipelago Toscano:

"Quando abbiamo cominciato a montare il nostro gazebo giallo per dare un po’ di riparo dalla n pioggia battente ai nostri volontari, pensavamo proprio che non ce l’avremmo fatta. Eravamo quasi convinti di rimandare. Poi, piano piano, tra qualche timido raggio di sole, sono cominciati a spuntare anche altri e alla fine eravamo decine e, mentre la pioggia ha ricominciato a cadere e soffiava un vento gelido, alla fine forse è stata la più partecipata pulizia di Mola forse fatta nella storia di Legambiente. E Mola la abbiamo ripulita molte volte".

Poco prima, Umberto Mazzantini, consigliere del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, ha spiegato quali sono i progetti dell’Ente per recuperare Mola: divieto di ingresso ai mezzi motorizzati; ricostruzione di una duna costiera con alle spalle un laghetto salmastro; realizzazione di due stagni di acqua dolce; trasformazione già in corso di un rudere in un centro visite con due piccoli stagni dedicati zone umide. 

Mazzantini ha detto: "E’ un progetto che punta a rendere davvero Mola quel rifugio per le specie migratrici e stanziali che ormai avevamo quasi del tutto perso. Quella che oggi sembra un’area devastata potrà risorgere e occorre procedere rapidamente anche alla rimozione delle troppe barche abbandonate e portate dalla mareggiata. Il Parco si sta muovendo anche per risolvere presto questo problema".

Nonostante i volontari non fossero pochi – diversi anche i bimbi e presenti anche l’ex vicepresidente del Parco ed ex vicesindaco di Porto Azzurro Angelo Banfi e l’Assessore all’Ambiente del Comune di Rio Cinzia Battaglia – alla fine si è potuto pulire solo l’area retrostante la spiaggia e restano ancora i rifiuti al di là del fossone di Mola, per il quale il progetto del Parco prevede un ripristino della foce originaria.

"Ci saranno altre occasioni nei prossimi mesi, magari in occasione dell’inaugurazione del nuovo centro visite – dice la Frangioni - e stiamo organizzando una grossa manifestazione elbana per Pelagos Plastic Free. Intanto ringraziamo Esa per la collaborazione e soprattutto gli operai che hanno passato la mattina di domenica con noi per ritirare decine di sacchi di rifiuti".

Alla fine tutti a degustare parmigiano, prosciutto e i piatti e i dolci preparati dalle socie di Legambiente e il buon vino dell’Azienda Agricola Arrighi.

Insomma, la Giornata delle Zone Umide all’Elba è stata umida davvero, ma la pioggia e il freddo non hanno fermato i volontari e a Legambiente Arcipelago Toscano concludono: "All’Elba sta davvero cambiando qualcosa nella percezione che ha la gente dell’ambiente, se fosse stato tempo buono probabilmente saremmo stati più del doppio. Per noi è una grossa soddisfazione".   

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