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Rissa in carcere, detenuto colpisce un agente

Ingresso del carcere di Porto Azzurro

A rendere noto il fatto è il sindacato autonomo di polizia penitenziaria che denuncia la mancanza di sicurezza all'interno del carcere elbano

PORTO AZZURRO — Ancora un fatto violento all’interno delle carceri toscane. Un agente di polizie penitenziaria è stato colpito da un detenuto durante una rissa. A rendere noto quanto accaduto è  Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria-Sappe.

“Ennesima aggressione ad un agente di polizia penitenziaria avvenuta nel carcere elbano. - spiega il segretario generale Sappe - Ieri pomeriggio presso Casa di reclusione di Porto Azzurro 'Pasquale De Santis' intorno alle ore 17,30 circa, all’interno del terzo reparto, alcuni ristrettì di nazionalità magrebina e altri africana, hanno dato vita ad una rissa che ha coinvolto anche un agente di polizia penitenziaria al quale sono stati sferrati alcuni pugni nei fianchi. Il poliziotto penitenziario è stato soccorso e inviato presso l’ospedale di Portoferraio per ulteriori accertamenti e cure del caso, successivamente prescritta una prognosi di 10 giorni". 

"Purtroppo la grave situazione in cui versa l'istituto - commenta Capece - è dovuta soprattutto alla mancanza di sicurezza causata dall'effetto della vigilanza dinamica e del regime penitenziario aperto con detenuti fuori dalle celle per almeno 8 ore al giorno con conseguente mancanza di controllo, se non sporadico della Sezione da parte della polizia penitenziaria". 

"Registriamo, dunque, l’ennesimo episodio di violenza nei confronti di personale appartenente al Corpo in servizio nella Toscana. I detenuti evidentemente -aggiunge il segretario Sappe - sono convinti non di essere in carcere a scontare una pena ma in un albergo, dove possono fare ciò che preferiscono…”.

Capece esprime solidarietà al poliziotto contuso e denuncia: “La situazione si è notevolmente aggravata rispetto agli anni precedenti. I numeri riferiti agli eventi critici avvenuti tra le sbarre nel primo semestre del 2019 sono inquietanti: 5.205 atti di autolesionismo, 683 tentati suicidi, 4.389 colluttazioni, 569 ferimenti, 2 tentati omicidi. I decessi per cause naturali sono stati 49 ed i suicidi 22. Le evasioni sono state 5 da istituto, 23 da permessi premio, 6 da lavoro all’esterno, 10 da semilibertà, 18 da licenze concesse a internati. E la cosa grave è che questi numeri si sono concretizzati proprio quando sempre più carceri hanno introdotto la vigilanza dinamica ed il regime penitenziario ‘aperto’, ossia con i detenuti più ore al giorno liberi di girare per le Sezioni detentive con controlli sporadici ed occasionali della Polizia Penitenziaria”.

Il Sappe, si legge nella nota, sollecita Ministro e Capo Dipartimento Amministrazione penitenziaria ad intervenire: “Questa di Porto Azzurro è l’ennesima grave e intollerabile aggressione da parte di un detenuto ai danni di un appartenente alla polizia penitenziaria. A lui va la nostra vicinanza e solidarietà nonché un ringraziamento particolare per l’intervento che nonostante le conseguenze riportare ed incuranti di qualsiasi pericolo ha permesso di bloccare i detenuti violenti". 

"La situazione nelle nostre carceri resta allarmante - conclude il segretario Sappe - e la realtà è che i nostri poliziotti continuano ad essere aggrediti senza alcun motivo o ragione. Ma è evidente a tutti che è necessario intervenire con urgenza per fronteggiare le costanti criticità penitenziari, a cominciare dal ripianamento delle carenze organiche dei Reparti di polizia penitenziaria della Toscana”.

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