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Ordinanza Coronavirus, le ragioni del sindaco Papi

Maurizio Papi

“Senza voler creare allarmismi, questa è una situazione in cui non si scherza e che richiede ogni possibile attenzione con buon senso e intelligenza”

PORTO AZZURRO — “Non è mia intenzione fare polemica circa i provvedimenti presi o non presi dai sindaci elbani”, così ha esordito il sindaco di Porto Azzurro Maurizio Papi spiegando le ragioni che lo hanno spinto a firmare un’ordinanza che mira a controllare gli ingressi in paese attraverso unnquestionario per evitare contagi di Coronavirus.

”La cronaca quotidiana riporta episodi di ghettizzazione verso gli Italiani, chiaramente sintomatici della paura di diffusione dell’epidemia: la Delta e l’America Airlines hanno chiuso i voli da e per Milano, alla nave da crociera MSC Meraviglia non è stato consentito nemmeno l’attracco in Giamaica ed alle Isole Cayman; 17 paesi stranieri hanno vietato l’ingresso agli Italiani. Purtroppo anche durante il periodo di incubazione, i portatori, sebbene asintomatici possono diffondere e trasmettere il virus anche se involontariamente ed a loro insaputa; è impossibile individuarli. - ha spiegato - Ecco che è allora la prevenzione l’unica arma efficace per il contenimento dell’epidemia; e per prevenzione si deve intendere anche e soprattutto di evitare, per quanto possibile, la promiscuità ed il contatto con soggetti al di fuori della nostra realtà e mi riferisco in particolare alla nostra realtà elbana che, ad oggi, è indenne da qualsiasi manifestazione riferibile a contagio da Covid-19. Senza voler creare allarmismi, questa è una situazione in cui non si scherza e che richiede ogni possibile attenzione sempre con buon senso e intelligenza”.

“Sono convinto - ha aggiunto - che basterebbe un solo caso elbano di infezione da coronavirus per decretare la morte della stagione turistica 2020 con conseguenze inimmaginabili sull’economia non solo a scapito dei proprietari di strutture ricettive, della ristorazione, del tempo libero e dell’indotto, ma soprattutto a scapito di quelle migliaia di addetti che vi lavorano e che con quel lavoro vivono e fanno vivere la loro famiglia tutto l’anno. Sarebbe un disastro apocalittico. Ecco perché anche le piccole cose non devono essere trascurate proprio per non pentirsene dopo”.

Insomma, per il sindaco Papi misure tese a prevenire, senza ghettizzare nessuno.

“Sospendere le partite dei campionati in cui militano le nostre squadre di calcio o di altre discipline sportive, non danneggia nessuno ma significa ridurre le possibilità di contatto e di promiscuità che sono le più frequenti occasioni di contagio, tanto più che le federazioni sono d’accordo con il recupero dei turni soppressi; e comunque non stiamo parlando né di Olimpiadi né di Coppa Rimet; la vicenda della Pianese dovrebbe averci suggerito qualcosa. - e conclude - La scorsa settimana tutti i sindaci elbani eravamo concordi sulla prevenzione ed informazione (a partire da un primo e fattivo filtro a Piombino) come armi principali per cercare di evitare l’ingresso del virus nel nostro territorio, dimostrandoci reciprocamente di essere ben coscienti di cosa significherebbe; sembra che qualcosa purtroppo stia cambiando. E’ meglio eccedere sul piano della prevenzione anziché dovercene poi pentire, anche se prevenzione dovesse significare isolamento: la posta in gioco è troppo alta”.

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