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"Nessun ampliamento, né contraccolpo ambientale"

Foto di repertorio

Per precisare sulla vicenda della miniera Eurit intervengono le rappresentanze sindacali dei lavoratori e la segreteria Fillea-Cgil provinciale

PORTO AZZURRO — La polemica non si placa, dopo che la Regione Toscana ha approvato il progetto relativo alla miniere in località La Crocetta nel Comune di Porto Azzurro, gestita dalla società Eurit.

Questa volta a rispondere a chi si oppone al progetto e in particolare a Legambiente Arcipelago toscano, con una nota congiunta, intervengono le rappresentanze sindacali dei lavoratori Eurit e Fillea-Cgil provinciale.

"In relazione alle polemiche riguardanti la cava Eurit di Porto Azzurro - si legge infatti nella nota delle Rsu e di Fillea-Cgil - è doveroso precisare che non è previsto nessun ampliamento bensì soltanto il ripristino e lo spostamento di circa 50 metri del fronte cava. Va dunque precisato che non ci sará di conseguenza nessuna modifica dei crinali della montagna e quindi nessuna ricaduta negativa a livello ambientale".

"Parlare - come fa Legambiente (leggi qui l'articolo) - di negazionismo ambientale - prosegue la nota - è sbagliato. Il via libera della Regione agli interventi sulla cava nasce infatti da una seria e attenta analisi di tutte le sfaccettature della questione, sia per quanto riguarda l’aspetto ambientale che quello socio-economico".

"La Regione - si legge ancora nelle dichiarazioni di Rsu e Fillea-Cgil - ha ascoltato tutte le voci degli organi competenti per poter valutare al meglio tutte le ripercussioni che eventuali scelte avrebbero comportato. Chi critica il via libera della Regione al progetto Eurit lo fa soltanto prendendo esclusivamente in esame l’aspetto ambientale, senza prendere minimamente in considerazione quello sociale. Quei soggetti che criticano il progetto Eurit avrebbero dovuto aprire un dialogo costruttivo con la società e i lavoratori per trovare un compromesso che salvaguardasse tutti gli interessi coinvolti: tale dialogo purtroppo ci è sempre stato negato".

"Crediamo quindi - si legge nella nota - che sia ingiusta e scorretta questa campagna di delegittimazione nei confronti della Regione. Il via libera di Firenze è infatti arrivato dopo un percorso e un confronto durato più di due anni in cui sono state fornite numerose integrazioni al progetto e numerose garanzie sul corretto adempimento degli obblighi concordati".

"Viene inoltre da chiedersi - prosegue la nota - per quale ragione ci sia una così agguerrita avversione alla concretizzazione di tale progetto quando poi si vorrebbe far passare sotto silenzio opere che insistono sullo stesso territorio e che sono sicuramente più impattanti".

"Ci meraviglia inoltre - concludono Rsu e Fillea-Cgil - il fatto che Legambiente voglia garantire sostegno a tutti i cittadini che decidono di ricorrere contro la decisione della Regione: la cava infatti - come dichiarato in passato anche dal presidente del Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano Giampiero Sammuri - si trova al di fuori del Parco".

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