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"Elba Coronavirus Free", le proposte di Papi

sindaco di Porto Azzurro
Maurizio Papi

Il sindaco di Porto Azzurro spiega le sue proposte sul rilancio economico dell'Elba nella fase 2 del Covid e chiede un filtro sanitario a Piombino

PORTO AZZURRO — Il sindaco di Porto Azzurro, Maurizio Papi, interviene con una nota per spiegare la sua posizione e quella dell'amministrazione comunale in merito alla fase 2 dell'emergenza Covid e alle azioni da mettere in atto per la ripresa economica dell'isola e per il suo rilancio turistico. Il documento è stato presentato alla Conferenza dei sindaci elbani.

Qui di seguito pubblichiamo l'intervento integrale del sindaco Papi.

"Al fine di chiarire, una volta per tutte, la posizione di questa Amministrazione comunale circa gli interventi e le misure volte al contenimento dell'epidemia da coronavirus sia alla possibile ripresa economica a sostegno delle attività produttive e quindi della popolazione, ivi compreso in primis un significativo impulso occupazionale, vogliamo porre all'attenzione della Conferenza dei Sindaci e dei mezzi di informazione le nostre proposte e considerazioni.

Ricordiamo, anche se pleonastico, la gravità della pandemia da Covid-19 tuttora in corso, apparentemente (e speriamo definitivamente) in quiescenza, grazie alle restrittive misure a cui siamo stati sottoposti negli scorsi mesi, ma come la scienza sostiene, pronta a riesplodere in tutta la sua violenza e aggressività.

E’ un rischio che non possiamo e non dobbiamo correre e che vi invito a valutare attentamente.

Ricordiamo infatti che è il sindaco la prima autorità sanitaria del Comune amministrato e quindi responsabile della salute dei propri concittadini, per cui, tutto ciò che fa, può e deve farlo nell'interesse della collettività.

A tale scopo si richiede di creare, con l'assenso delle autorità competenti, un filtro sanitario a Piombino, in considerazione che è l'unica via di accesso all'Elba, fornendoci quindi una potenziale situazione di controllo certo.

In altre parole, dovrebbe essere istituzionalizzata, all’imbarco, la richiesta di una certificazione che attesti il risultato negativo di un test (tampone o sierologico o a breve anche salivare) effettuato al massimo nei 3 giorni precedenti.

Qualora l'utente non fosse poi in grado di esibire la certificazione richiesta, si dovrebbe provvedere ad effettuare, in loco e a spese dei Comuni, un test rapido che dia indicazioni dello stato di salute del soggetto.

A tale scopo dovrà essere organizzato un servizio all'imbarco, la cui realizzazione non è complessa e non richiede apparati sanitari particolari e che comunque dia sicurezza sia all'utente che alla popolazione elbana.

I tempi di attuazione, specialmente con l’entrata in uso dei test salivari, saranno velocissimi, di basso costo e di ampia soddisfazione; è un problema di impegno e buona volontà.

Siamo puliti e tali vogliamo rimanere, anche nell'interesse di chi viene a fare vacanza, ancora di più attratto da questa specificità.

Elba Coronavirus Free: deve essere questo lo slogan, il messaggio di questa stagione turistica, amplificato, tambureggiato dalla G.A.T., a cui chiediamo di impegnarsi, con le proprie capacità e attraverso i propri canali, ad una massima diffusione, almeno nazionale.

Si dovrà provvedere ad una verifica, mediante controlli a campione anche da parte dell'Usl o di personale preposto, del rispetto del distanziamento sociale e della sanificazione su tutti i traghetti anche se sarà un compito impegnativo e gravoso per tutte le compagnie di navigazione.

Si dovrà inoltre, sempre dalle compagnie di navigazione, ottenere l'interscambiabilità dei biglietti (cioè un biglietto già pagato alla Società X, se il cliente arriva in ritardo per qualsiasi motivo, dovrà essere valido anche per la Società Y), così da non creare attese e disagi per l’utenza nonché l'obbligo di comunicare, a fine giornata, ai singoli comuni, per via telematica, i nominativi e recapiti di coloro che imbarcano per l'Elba, come del resto è previsto per la Sardegna.

In tal modo potremmo conoscere gli ospiti e magari contattandoli anche in base alla loro provenienza, venire a conoscenza di coloro che non dispongono della certificazione di avvenuto test anticovid, e proporre di effettuarlo, magari a nostre spese qualora il progetto di testare i turisti a Piombino venisse cestinato dalla Conferenza dei Sindaci o non suscitare entusiasmo ed impegno realizzativo.

Per quanto riguarda il controllo delle spiagge ci siamo già espressi e crediamo che sarà un servizio di gradimento sia per la comunità residente che turistica nonché una gestione assolutamente allineata alla sicurezza e al contenimento dell'epidemia da coronavirus.

Chiediamo ancora che la Conferenza dei Sindaci si faccia promotrice di richiedere con fermezza al governo centrale, tramite le vie istituzionali di rinunciare alla quota Imu che ogni Comune devolve annualmente al Fondo di Solidarietà Statale per destinarlo a mitigare la situazione economica critica di tutti quei lavoratori stagionali che in questa stagione turistica rimarranno disoccupati o sottoccupati e di conseguenze privati del sostegno Naspi.

Vista infine la complessità della normativa inerente la Fase 2, la Conferenza dei Sindaci dovrà promuovere ed ottenere, nelle sedi opportune, la possibilità di assunzioni stagionali in deroga finalizzati ad un effettivo e rigido controllo delle regole da seguire, in quanto allo stato attuale sarebbe impossibile - con il personale disponibile - svolgere un'attenta opera di verifica, rischiando di vanificare così l'impegno che sarà indispensabile profondere.

Tutto quanto sopra è già stato richiesto, presentato e spiegato nelle varie riunioni della Conferenza dei Sindaci, anche qualche mese fa, dove, nonostante tutte le occasioni di confronto che abbiamo avuto e nonostante la nostra disponibilità a capire le esigenze di tutti, non si è mai arrivati ad una linea comportamentale che non fosse in assonanza, anche temporale, con le direttive governative e regionali, fin dalla nostra proposta del febbraio scorso da noi subito concretizzata, di bloccare le attività sportive.

Ogni riunione della Conferenza dei Sindaci si è sempre conclusa con un pareggio, cioè con un nulla di fatto, ad eccezione di quella del 12 maggio u.s. in cui si è approvato un documento suggerito dalle Associazioni di categoria ma comunque non vincolante per la scelta futura dei Comuni, facendo quindi un’operazione di facciata ma non di sostanza.

Sarebbe auspicabile che in tempi molto brevi si potesse trovare una sintesi condivisa sulle proposte avanzate che, vogliamo sottolinearlo, non hanno l’ambizione di essere dogmi, ma obbiettivi concreti e realizzabili sui quali lavorare tutti insieme.

Ricordiamo che la politica è impegno e proposizione e non attesa volta ad aspettare e subire le decisioni altrui, sollevando sempre e solamente difficoltà e problematiche attuative.

Sarebbe bene che ognuno, anche di fronte all'opinione pubblica, in modo molto chiaro e definitivo, esprima la propria posizione, assumendosene la responsabilità in merito alle proposte da noi avanzate. Con la stima di sempre".

Il sindaco di Porto Azzurro, Dr. Maurizio Papi

Ricordiamo infine che in data 8 Maggio il sindaco di Porto Azzurro ha firmato un'ordinanza che dispone l'isolamento per 14 giorni per le persone che arrivano sul suo territorio comunale e che provengono da Lombardia, Liguria, Emilia Romagna e Piemonte che siano sprovviste di certificazioni relative al test Covid-19, disposizioni riconfermate anche il 21 Maggio scorso e valide fino a quando il Governo non autorizzerà lo spostamento tra le regioni (leggi qui l'articolo).

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