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Per tre giorni Rio Elba capitale elbana del libro

Presentato ufficialmente l'Elbabook, il primo festival elbano di editoria indipendente: tre giorni di incontri, letture e produzione vinicola locale

RIO ELBA — Dopo un tour promozionale che va avanti da settimane e che ha trovato una grande eco mediatica, al punto da conquistare le pagine nazionali di Corriere della Sera e Espresso, sbarca ufficialmente sull'isola l'Elbabook, il primo festival dell'editoria indipendente elbano.

18 piccole case editrici registrate più altre arrivate fuori tempo ma ugualmente presenti all'interno dello stand della Libreria Stregata, uno dei partners elbani dell'evento, per tre giorni di cultura all'aria aperta che faranno di Rio Elba la capitale elbana del libro.

"Quella di investire nella cultura - spiega il sindaco Claudio De Santi - è una precisa scelta per valorizzare il più piccolo comune dell'isola. Quest'estate ci sono molte occasioni di intrattenimento su tutta l'isola ma noi abbiamo scelto di puntare su una qualità diversa e l'Elbabook rappresenta la nostra punta di diamante. 

Devo ringraziare tutti i volontari che ci hanno permesso di realizzarlo, voglio creare un sistema per cui questa non sarà una cosa fine a se stessa ma che cercheremo di ripetere ogni anno. Un sistema che si integra con il progetto di albergo diffuso e che punta alla valorizzazione delle nostre specificità: siamo il comune più antico dell'Elba e questa è una nostra forza. Devo anche ringraziare la Gestione associata del turismo che attraverso il meccanismo di ripartizione egualitario ha permesso questo festival".

Un festival che nasce grazie al legame con l'Elba dei suoi ideatori, da Roberta Bergamaschi al direttore artistico Marco Belli: la prima con famiglia di origine isolana, il secondo ormai assiduo frequentatore.

"Abbiamo reinvestito sul territorio - spiega la Bergamaschi - i contributi ricevuti e siamo contenti di legare piccoli comuni a piccoli editori, un legame che valorizza entrambi".

L'Elbabook ospiterà il vice sindaco e assessore alla cultura di Ferrara in un gemellaggio culturale che si avvale anche del patrocinio della regione Toscana e della collaborazione dell'università per stranieri di Siena.

Ma grazie al direttore artistico Marco Belli i legami sono anche a livello europeo: "Sono anche presidente della casa editrice Meme Publisher che ha sede a Parigi, un progetto di scouting europeo che porteremo all'Elba. In realtà - continua Belli - con la cultura si può fare molto per un territorio e noi abbiamo raccolto tutti quelli che sono stati schiacciati dal motto "Con la cultura non si mangia". Piccoli editori, scuola e università trovano qui accoglienza".

Ma l'Elbabook non è solo libri: le serate dal 29 al 31 luglio ospiteranno anche spettacoli musicali e di giocoleria oltre che una stretta collaborazione con le aziende vinicole locali patrocinate da Ais e Slowfood. 

Un'occasione per il movimento letterario elbano di farsi avanti, dalle due case editrici Persephone di Capoliveri e Myra di Porto Azzurro, ai numerosi autori elbani che pubblicano con case continentali.

Luca Lunedì
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