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Moby cede due traghetti nuovi per due più datati

Moby Wonder

Moby cede a Dfds due traghetti tra i più moderni della sua flotta in cambio di due più datati, annunciando i benefici economici dell'operazione

MILANO — Moby e Dfds, gruppo danese, come si legge in un articolo sul magazine on line Ship 2 Shore, hanno annunciato la firma di un accordo per cui la stessa Moby cederà i suoi traghetti più moderni, Moby Aki (2005) e Moby Wonder (2001) in cambio delle due navi ro-pax più datate King Seaways (1987) e Princess Seaways (1986). 

Secondo quanto si apprende da Ship 2 Shore, Moby nella sua nota spiega che queste due navi acquisite rimarranno fino a Gennaio e Febbraio del 2020 nella disponibilità della compagnia di navigazione danese in base ad noleggio. Le navi Moby, invece lasceranno le acque italiane già in autunno. 

“Tutta l’operazione – spiega sempre l’annuncio di Moby, riportato da Ship 2 Shore – verrà formalizzata nella seconda metà di ottobre” e “la cessione delle navi genererà una significativa plusvalenza nell’esercizio 2019 senza impattare sul livello di servizio offerto”.

Al momento però non si hanno informazioni su quali tratte effettuate da Moby verranno impiegati i traghetti acquisti dal gruppo danese.

Si tratta di una notizia che è stata commentata negativamente da Mauro Pili, leader del movimento sardo Unidos, che già lo scorso anno si è mobilitato per una petizione contro il monopolio del gruppo Onorato in Sardegna, chiedendo allo Stato di revocare la convenzione con Tirrenia.

"L'acqua alla gola sale vertiginosamente - dichiara infatti Mauro Pili sul sito web di Unidos e su change.org - e bisogna svendere prima della resa dei conti di fine anno. Tutto come avevo preannunciato e denunciato. L'operazione per recuperare cache, svendendo patrimonio, subisce un'accelerazione senza precedenti. Il Gruppo Onorato in queste ore ha dovuto accelerare, dopo la mia denuncia, la svendita delle sue navi ammiraglia per tentare di tappare le gigantesche falle finanziarie che continuano a registrarsi nella gestione della compagnia. Tutto questo prima che Tribunale di Milano che si sta occupando del debito di 180 milioni di euro con lo Stato possa accendere i riflettori sull'ennesima operazioni tesa a smobilitare patrimonio a favore di denaro liquido da poter gestire con maggior destrezza".

In una successiva dichiarazione Pili esprime inoltre preoccupazione sul fatto che le due navi di oltre 30 anni siano inserite nei collegamenti fra la Sardegna e la penisola, mettendo a rischio la continuità territoriale.

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