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La convenzione per il canile è pronta

Il rendering della futura struttura del canile

Barbetti ai colleghi dell’Elba: "I sindaci si esprimano o perderemo un’altra occasione”. In ballo 600mila euro di sponsorizzazione

CAPOLIVERI — Un progetto già approvato, una serie di incontri fra i rappresentanti degli enti coinvolti e la stesura della convenzione fra i comuni elbani inviata agli stessi senza ottenere ancora alcuna risposta.

E’qui che si ferma ad oggi l’iter per la realizzazione del canile comprensoriale dell’Isola d’Elba: un’opera che potrebbe vedere a breve la posa della prima pietra se non fosse per i ritardi dovuti alle negligenza delle amministrazioni comunali dell’Isola “che - sottolinea Ruggero Barbetti, sindaco di Capoliveri comune individuato quale capofila dell’erigenda gestione associata per il canile comprensoriale (il luogo individuato per la costruzione del canile è infatti nel territorio del comune di Capoliveri) - da diversi giorni sono state chiamate a esaminare la convenzione per la Gestione Associata tra gli otto comuni dell’Elba per la realizzazione e gestione del canile/gattile comprensoriale e per l’attivazione di un servizio di pronto soccorso veterinario h24, una convenzione che gli enti sono tenuti a portare in approvazione all’interno dei propri consigli comunali, dopo aver effettuato - se del caso - le opportune osservazioni, ma ad oggi tutto tace".

"Gli atti sono stati tutti inviati – precisa il sindaco di Capoliveri - ma ancora nessuno degli altri comuni elbani ci ha comunicato in merito alcunché. Sono dispiaciuto della totale mancanza di attenzione per questo tema sensibilissimo per la nostra isola. Dobbiamo fare in fretta se vogliamo garantire a questa isola quei servizi che riteniamo fondamentali per mantenere standard elevati di qualità della vita, sociale e civile, sul nostro territorio.

Il canile comprensoriale costituirebbe una risposta concreta al problema del randagismo e a tutte le problematiche di carattere socio-sanitario ad esso collegate, ma dobbiamo fare in fretta o quelle importanti risorse che ci provengono dalla società civile (in modo specifico dall’associazione Bastet Stiftung che intende sponsorizzare con ben 600.000 euro l’intervento) rischiano di non essere più a disposizione. E sarebbe per l’Elba l’ennesima occasione perduta”.   

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