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La Cgil all'attacco sulle Gestioni Associate

Il segretario Manuel Anselmi interviene sul modello di gestione delle funzioni pubbliche: "Questo modello crea disparità fra i lavoratori pubblici"

PORTOFERRAIO — Quando si parla di gestioni associate non si intende solo quella del turismo recentemente al centro delle polemiche ma il discorso si allarga a tutte i casi in cui due comuni sono obbligati dalla legge (perchè sotto i 3mila abitanti) a unire le forze per svolgere insieme alcune funzioni. Si parla quindi di servizi pubblici, si parla quindi di lavoratori che quei servizi devono effettuarli.

"E il sindacato che rappresenta quei lavoratori non viene mai chiamato in causa - afferma Manuel Anselmi, rappresentate elbano della Cgil - insomma i Comuni gestiscono la cosa pubblica come aziende private e questo non va bene".

Il primo effetto è la disparità di trattamento: "I lavoratori di due Comuni che svolgono la stessa funzione perchè quei Comuni sono associati, rimangono però in carico alle amministrazioni di appartenenza che hanno per la stessa funzione fondi diversi a disposizione. Vediamo perciò che due lavoratori che fanno la stessa cosa hanno trattamenti diversi e questo a noi non va bene".

"Sanità, pubblico impiego, gestione dei servizi ambientali, tutte questioni nelle quali il sindacato, pur dando la massima disponibilità, non è mai stato invitato. Così come alle conferenze dei sindaci"

Secondo Anselmi il modello della gestione associata delle funzioni pubbliche è un ibrido che non porta benefici: "Abbiamo perso una grande occasione con l'Unione dei Comuni. Che è stata fatta fallire ma che, anche a livello regionale, era vista come la via da seguire. L'Unione, un soggetto unico in grado di gestire in maniera omogenea i servizi pubblici, avrebbe potuto fare assunzioni e soprattutto non sarebbe stata vincolata dal Patto di Stabilità: quindi maggiore possibilità di investire e di creare occupazione sull'isola".

"Chiediamo - conclude Anselmi - un tavolo di lavoro con tutti i sindaci per garantire ai lavoratori pubblici elbani gli stessi diritti in tutti i Comuni".

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