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L'Udc su Lucchini "La salvezza del plesso produttivo di Piombino legata ad un filo"

PIOMBINO - L'Udc Piombino Elba interviene sul caso Lucchini ed esprime le sue forti perplessità sulla sopravvivenza dello stabilimento siderurgico di Piombino. Le dichiarazioni del segretario provinciale Udc Luigi Coppola.
"La vicenda Lucchini si complica sempre di più con il passare del tempo e le ipotesi in campo sembrano più che altro soluzioni desiderate più che possibilità concrete.La presenza del ministro delle attività produttive a Piombino ha aperto alcuni spiragli, ma l’impressione è che di concreto al momento vi siano ben poco e che si stia navigando a vista.
La proposta di sinergie con Taranto deve passare dal vaglio della proprietà dello stabilimento pugliese ed è evidente che se dovesse essere troppo onerosa difficilmente potrebbe realizzarsi, oltretutto si tratta solo di un palliativo pro tempore che non risolverebbe la situazione.
Inoltre la questione della liquidità disponibile è fondamentale per capire quali margini temporali ci siano per evitare che la fabbrica rischi di chiudere i battenti ed a quanto sembra oramai non ci sono più molti margini.
Da quel che abbiamo capito al momento la proposta del Commissario Dott. Nardi è l’unica che potenzialmente potrebbe avere una possibilità ed il fatto che faccia menzione di un forno elettrico ubicato in un’area precisa con costi di installazione più o meno definiti fa presupporre che vi siano manifestazioni di interesse da parte di potenziali acquirenti.
Per quel che riguarda il Corex ed il Finex sicuramente la questione è più complessa e molto più onerosa, pertanto è evidente che a breve, nonostante sia una delle soluzioni più auspicabili, ci sembra che non vi sia un’adeguata percorribilità.
La salvezza del plesso produttivo di Piombino è legata ad un filo ed oramai non c’è più tempo da perdere in promesse od azioni tese a prolungare un’agonia che dura da troppi mesi.
Noi ringraziamo chi si sta prodigando nel trovare una soluzione, ma non siamo disponibili a firmare assegni in bianco a nessuno, sia che si tratti di un autorevole membro del governo che un qualsiasi soggetto imprenditoriale interessato, d’altronde l’esperienza passata ci insegna che le soluzioni a portata di mano sono quelle meno raggiungibili.
Auspichiamo che l’altoforno possa durare ancora a lungo, ma allo stesso tempo, se l’obbiettivo fino a 6 mesi fa era la fermata con l’ incognita della ripartenza a settembre, rimandare tutto a dicembre od a novembre, come emerge dalle ultime dichiarazioni, è ovvio che oramai la fine è più o meno certa. Luigi Coppola".
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