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Incassano assegni contraffatti, cinque denunce

La truffa ai danni di compagnie assicurative, per un ammontare di oltre 30mila euro. I denunciati sono tutti residenti all'isola d'Elba. La storia

PORTOFERRAIO — Una vera e propria organizzazione quella posta in essere da cinque persone ai danni di enti assicurativi che, dopo aver aperto alcuni conti correnti presso istituti bancari e postali dell’Elba, hanno versato diversi assegni poi risultati contraffatti nella persona del beneficiario. Collegati sicuramente ad altre organizzazioni di ben altro spessore, i cinque sono riusciti ad avere un certo numero di assegni a loro intestati che riproducevano esattamente altri titoli originali emessi per lo più da compagnie assicurative a favore di altre persone per la liquidazione di risarcimento danni. Titoli che, secondo la ricostruzione dei carabinieri, sarebbero poi stati intercettati da qualcuno prima che il reale beneficiario ne venisse in possesso. Posto l’assegno all’incasso, sarebbe bastato attendere la valuta e prelevare il contanti prima che il vero destinatario, stanco di aspettare quel risarcimento che in realtà non sarebbe mai arrivato, non avrebbe potuto fare altro che presentare una denuncia alle autorità, visto che un assegno a suo favore risultava comunque emesso ed anche incassato. Solo in quel momento sarebbe stato bloccato l’assegno contraffatto, quando il denaro era oramai finito nelle mani dell’organizzazione. Grazie invece all’attenzione e alla segnalazione di alcune filiali, i carabinieri elbani hanno potuto fermare il 52enne C.S., la 51enne P.F. e il 66enne T.A., tutti da anni domiciliati e residenti all’Elba, mentre effettuavano in contemporanea il versamento di alcuni di questi assegni presso diversi istituti di credito. L’attività investigativa sviluppata dagli uomini del Nucleo Operativo con la collaborazione delle Stazione CC di Campo nell’Elba e Capoliveri ha permesso di ricostruire nel dettaglio il numero degli assegni versati, per un importo totale di oltre 30.000 Euro e denunciare, oltre ai predetti, anche il 40enne M.S. e la 42enne V.A., anch’essi residenti all’Elba, per il reato di truffa e falsità in titolo di credito, reati per i quali i cinque dovranno ora rispondere alla magistratura livornese. 

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