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Il sindaco firma per il referendum abrogativo

Avviata la raccolta di firme per chiedere il referendum abrogativo della legge sanitaria regionale. Al banchetto dei comitati arriva anche il sindaco

PORTOFERRAIO — Di solito in opposizione l'uno contro l'altra, questa volta invece concordi. E' successo questa mattina al banchetto che i comitati sanitari elbani hanno allestito per raccogliere le firme necessarie a chiedere il referendum abrogativo della riforma sanitaria regionale.

Davanti al supermercato Conad di Portoferraio si sono trovati Alessia Del Torto, consigliere di opposizione, nella veste di pubblico ufficiale incaricato di convalidare le firme e Mario Ferrari, sindaco di Portoferraio, anche lui contrario alla riforma ma in maniera differente dai comitati elbani.

La raccolta delle firme continuerà nei prossimi giorni e sta già toccando tutti i comuni elbani. Sostengono il referendum tutte le forze politiche dell’opposizione in consiglio regionale, da Forza Italia e Fratelli d’Italia alla Lega Nord e al Movimento 5 Stelle e Sì Toscana a Sinistra. 

"La politica sanitaria della Regione Toscana negli ultimi anni - dicono dal Crest che si è fatto portavoce del movimento referendario - infatti, è stata quella di accorpare e accentrare i servizi nei capoluoghi, a scapito di chi vive nelle aree periferiche, montane ed insulari, senza peraltro riuscire a rispondere in modo adeguato al bisogno di cure. 

Il taglio dei posti letto e la carenza di personale che la legge 28 aggraverà è alla base di ore e giorni di attesa nei pronto soccorso per un ricovero e di liste d’attesa per esami e visite specialistiche interminabili. Tutto questo mentre la medicina territoriale latita. 

L’impoverimento del servizio pubblico spalanca le porte al privato (che riesce a rispondere in tempi più brevi) e al business delle polizze assicurative. 

L’accorpamento delle ASL in tre aree vaste, così come concepito dalla legge 28 che il Comitato si prefigge di abrogare, ha creato tre strutture giganti, estremamente complesse e burocratizzate, poco trasparenti, sotto diretto controllo politico, con accentramento di potere decisionale ed una inevitabile lontananza dai bisogni reali dei territori, soprattutto quelli periferici, la cui voce si disperderà schiacciata da chi avrà numeri maggiori".

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