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Guardia Costiera: 316 persone salvate nel 2014

La capitaneria di porto di Livorno ha diffuso i dati dell'attività de 2014: 350 missioni per la Concordia, oltre 3mila i controlli diportistici

LIVORNO — Tracciato il bilancio del 2014 delle attività svolte dalla Direzione Marittima della Toscana, comandata dall’Ammiraglio Arturo Faraone. Le 4 capitanerie di porto, i 2 uffici circondariali marittimi e i 19 uffici minori, equipaggiati con oltre 500 uomini in divisa, distribuiti su tutto il territorio costiero regionale e sulle isole dell’arcipelago, hanno garantito il corretto svolgimento delle attività di competenza operative e di prevenzione e tecnico amministrative. 

35 mezzi nautici in dotazione e personale addestrato hanno portato soccorso e salvato 316 persone (325 nel 2013) ed hanno eseguito 322 interventi (214 nel 2013) in assistenza a 175 unità nautiche (112 nel 2013). 

“Sono risultati importanti che ripagano i sacrifici del personale militare in servizio nella Guardia costiera toscana e che confermano la vicinanza del Corpo al cittadino in ogni tempo e luogo - ha specificato l’Ammiraglio Faraone - anche grazie ad una sempre più diffusa conoscenza del numero blu di emergenza 1530, attivo 24 ore su 24, cui i diportisti e chiunque si approccia al mare fanno ricorso in caso di necessità e che ci aiuta a mantenere alto il livello di tutela della sicurezza della balneazione e della navigazione”. 

Nel mese di luglio, inoltre, la Direzione Marittima ha avuto un ruolo da protagonista nella cornice delle operazioni di rigalleggiamento e rimorchio del relitto della nave Costa Concordia a Genova, effettuando oltre 350 missioni di monitoraggio e controllo ai fini della tutela ambientale nel pregiato scenario dell’isola del Giglio, nonché lungo la rotta di trasferimento. Monitoraggio che le sale operative delle Capitanerie toscane, coordinate da Livorno hanno effettuato anche tramite i sistemi in dotazione. 

Detti sistemi hanno permesso, peraltro, durante l’anno, grazie alla loro implementazione, di scoprire e sanzionare 26 navi (20 nel 2013), di cui 15 di bandiera estera (17 nel 2013) e 11 nazionali (3 nel 2013), responsabili della violazione dei limiti di distanza dalle aree del parco e dalle aree marine protette dell’arcipelago.  

Il cosiddetto Port State Control dei nuclei ispettivi delle Capitanerie toscane ha eseguito 104 visite a bordo, confermando il dato del 2013, di cui 60 nel porto di Livorno, al fine di verificare la conformità delle navi alle disposizioni in materia di sicurezza e ambiente. 7 navi (12 nel 2013) sono state sottoposte a fermo per deficienze che non hanno consentito agli ispettori di concedere il via libera alla navigazione nelle acque toscane del santuario dei cetacei. 

In tutto, i controlli sulle attività diportistiche hanno raggiunto quota 3.436 (3.378 nel 2013). Seppure sia stato pressoché confermato il dato sui controlli, si è riscontrato un considerevole aumento delle sanzioni, ben 727, cresciute del 55% rispetto all’anno precedente (469). 

900 in totale, sono state le ore di missione eseguite dai mezzi nautici. “Abbiamo dedicato una particolare cura al controllo in mare, alla tutela delle risorse ittiche e delle attività professionali, minacciate da forme di pesca illegale ed abusiva da parte anche di non professionisti - ha affermato l’Ammiraglio - ed i risultati ci hanno dato ragione”. 

In mare, infatti, i mezzi nautici hanno accertato 197 violazioni (110 nel 2013), sequestrando ben 551 attrezzi (214 nel 2013) di cui 12 reti a strascico (8 nel 2013), notoriamente quelle con maggiore impatto sulle risorse e sull’ambiente. 48, invece, sono i pescatori dilettanti sanzionati (50 nel 2013), e 61 i sequestri eseguiti (17 nel 213). A terra, sono stati effettuati 2043 controlli (2800 nel 2013) e sono stati riscontrati 198 illeciti (330 nel 2013), di cui 17 penali (44 nel 2013), per un totale di 288.000 euro di sanzioni (429.000 nel 2013), a fronte, tuttavia, di un aumento del prodotto sequestrato, attestatosi sulle 36 tonnellate (20 nel 2013). 

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