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GiovaniLì, lavoro trovato a 55 giovani disoccupati

​Presentati a Portoferraio i risultati del progetto GiovaniLI per i giovani NEET, cioè che non studiano o lavorano. 55 contratti di lavoro attivati

PORTOFERRAIO — 124 soggetti in formazione, oltre 3mila ore di orientamento, un centinaio di aziende coinvolte in stage e visite, una rete di 30 soggetti sostenitori, 94 allievi qualificati e 55 contratti di lavoro attivati

Sono questi i dati salienti del progetto “GiovaniLì”, avviato dalla Provincia nel 2014 per provare ad arginare il fenomeno dei giovani NEET (Not in Education, Employment or Training), cioè ragazzi che non studiano, non lavorano e non sono inseriti in alcun percorso formativo. 

I risultati del progetto, giunto alle fasi conclusive, sono stati presentati a Portoferraio, nel corso di un incontro seminariale cui hanno partecipato il dirigente del Servizio Lavoro e formazione professionale della Provincia, Guido Cruschelli, l’assessore Antonella Anselmi del Comune di Portoferraio e i rappresentanti del soggetto attuatore del progetto.

Il progetto “GiovaniLì”, infatti, è promosso e finanziato dalla Provincia e vede come soggetto attuatore un’ATS (Associazione Temporanea di Scopo) costituita da: Cescot formazione, Multimedia Group srl, Associazione Cora.Li, Isis Mattei, Isis Polo-Cattaneo, Adecco. 

Nel 2012 i giovani “NEET” italiani sono arrivati a 2 milioni 250mila. Anche a livello locale, come evidenziano i risultati della ricerca commissionata dalla Provincia di Livorno attraverso il progetto "LEVE”, la situazione è critica: quasi il 22% della popolazione di età compresa tra 15 e 29 anni, pari a circa 9.600 unità, è classificata come NEET. 

“La nostra è una delle province con il tasso di disoccupazione giovanile più alto tra le regioni del centro-nord”, ha sottolineato Guido Cruschelli. “Oltre al fenomeno dei giovani NEET, con livelli comparabili a quelli delle regioni meridionali, trovano difficoltà a collocarsi sul mercato del lavoro anche i ragazzi diplomati e laureati. 

Per questo la Provincia ha puntato su un progetto che potesse far emergere la popolazione giovanile che vive il disagio della condizione NEET, al fine di aiutare i ragazzi a prendere coscienza della loro situazione e, quindi, sostenerli in un percorso teso a sviluppare le loro potenzialità, rendendoli consapevoli delle proprie caratteristiche e specificità da spendere sul mercato del lavoro e prevenire un loro un possibile ritorno all’inattività”. 

Le attività messe in campo con il progetto si sono articolate in più direzioni: ricostruzione e certificazione delle competenze professionali acquisite al fine di renderle spendibili sul mercato, accompagnamento, orientamento e supporto mirato a rimotivare i giovani NEET verso un progetto di vita, assistenza ai partecipanti nella definizione di una strategia per la ricerca del lavoro e nella scelta di possibili attività da intraprendere, per continuare ad ampliare il proprio bagaglio di competenze nel periodo della ricerca del lavoro, in modo da prevenire il ritorno all’inattività. 

Il progetto ha coinvolto 124 giovani, individuati dopo una campagna informativa attuata con il supporto dell’Ufficio Istruzione della Provincia, dei Centri per l’Impiego, degli uffici Informa Giovani dei comuni. 

“Il bilancio delle attività - ha evidenziato Cruschelli - è stato ampiamente positivo, nonostante la difficoltà ad intercettare soggetti che, per definizione, sono difficili da individuare, coinvolgere e motivare. L’esperienza maturata ci offre notevoli spunti di riflessione, utili a capire meglio il fenomeno e le modalità di approccio al problema. 

Positiva anche la costituzione di una rete di soggetti (tra enti, associazioni, istituti scolastici, agenzie formative, etc.) in sinergia tra pubblico e privato, che consentirà di mantenere aperto il dialogo su questo fenomeno, anche al fine di una migliore programmazione e progettazione di efficaci politiche territoriali”. 

Dopo una prima fase di ricostruzione delle competenze e orientamento dinamico, i giovani partecipanti sono stati indirizzati ai percorsi formativi individuati, finalizzati all’acquisizione/potenziamento di competenze tecnico – professionali ed alla loro certificazione. 

Gli ambiti lavorativi individuati sono stati due: i mestieri artigianali (elettricista, barman / cameriere, idraulico, panificatore / pizzaiolo) e l’ ICT (programmatore, web, tecnico di vendita ICT). Uno spazio specifico è stato dedicato anche ad attività di “sostegno all’autoimprenditoria”, tramite i servizi già in essere della Provincia. Molta anche l’informazione diretta ad orientare i ragazzi all’utilizzo dei servizi pubblici e privati dell’intermediazione delle offerte di lavoro e verso la ricerca di opportunità formative o di altro tipo, come i tirocini promossi dalla Regione Toscana. 

Al termine delle attività formative i giovani hanno potuto usufruire di un periodo di accompagnamento al lavoro, con incontri di counseling individuale, attività di orientamento all’uso di strumenti per la ricerca attiva di lavoro (preparazione di un curriculum,moduli di autocandidatura, etc.), e simulazioni di colloqui di lavoro.

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