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Elba zona franca, la regione dice "No"

FIRENZE - ISOLA D'ELBA - «Nonostante le pressioni di alcune Istituzioni, del territorio e delle associazioni di categoria elbane, grazie all’astensione della Maggioranza in Consiglio regionale, è stata bocciata la nostra mozione per fare dell’isola d’Elba una zona franca come Livigno. Questa è l’ennesima ferita inferta dalla sinistra a un territorio reso sempre più distante dal “continente” grazie a determinate scelte politiche». È il commento del capogruppo di Più Toscana, Antonio Gambetta Vianna, dopo la bocciatura in Consiglio regionale della mozione che avrebbe permesso all’isola d’Elba di avere il riconoscimento di zona franca doganale e fiscale. «È un vero peccato – chiosa Gambetta Vianna del gruppo “nato per difendere gli interessi di tutti i toscani” – che si riconoscano i disagi dell’Elba solo a parole e quando viene il momento di fare qualcosa per l’isola ci si tiri indietro. L’Elba avrebbe potuto godere dei requisiti di zona a declino turistico, insulare e di estensione minima previsti dal regolamento CEE n° 2913 del 12 ottobre 1992 che istituisce un codice doganale comunitario, ed in particolare l’articolo 167 in cui si legge che “gli Stati membri possono destinare talune parti del territorio doganale della Comunità a zona franca o autorizzare la creazione di depositi franchi”». Per il capogruppo di Più Toscana, «purtroppo la sinistra in Regione ha deciso di affondare l’Elba. Abbiamo perso davvero un’occasione per rilanciare l’isola in questo periodo di crisi».
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