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Migranti all'Elba, il fronte del no perde un pezzo

Riunione in Prefettura per saggiare la disponibilità elbana, secco no di Capoliveri e Porto Azzurro, Rio Marina apre a un progetto sui minori

CAPOLIVERI — Dopo la pausa per la stagione estiva si torna a parlare di quota migranti per l'Elba. Nella giornata di lunedì infatti si è tenuta in Prefettura a Livorno una riunione con tutti i sindaci della provincia per affrontare il tema dell'ospitalità riservata a rifugiati e richiedenti asilo.

La delegazione elbana era composta da Luca Simoni, Ruggero Barbetti e Renzo Galli. Una riunione conoscitiva per fare il punto della situazione e capire, per il nuovo prefetto Anna Maria Manzone, lo stato delle cose e saggiare la disponibilità delle varie amministrazioni comunali.

Dall'isola c'è stata una levata di scudi con Simoni e Barbetti, in possesso delle deleghe delle altre amministrazioni, che hanno opposto un secco rifiuto alla possibilità di ospitare una quota di rifugiati mentre un'apertura parziale è stata fatta registrare da Rio Marina.

Galli ha infatti riproposto un progetto, mirato solo ai minori, che sarebbe possibile portare avanti con l’istituto delle suore della Carità recentemente tornate a Rio Marina. "Abbiamo fatto insieme dei progetti per i giovani e tra questi c’era anche l’ipotesi di fare accoglienza per i minori abbandonati - ha commentato il sindaco - questa ipotesi era stata accantonata e si era pensato ad una casa protetta per donne soggette a violenze. Poiche c’è un progetto regionale fatto con la fondazione Giovanni Paolo II per la protezione dei minori abbandonati, ho fatto presente che il nostro progetto potrebbe essere ripreso per accogliere i minori abbandonati".

Una crepa ritenuta pericolosa da Barbetti: "Continuo a pensare che sia folle immaginare questo modello di accoglienza su un'isola turistica - spiega il primo cittadino - e ritengo che se la Prefettura dovesse decidere di forzare la mano su questo punto noi reagiremmo con tutti i mezzi in nostro possesso".

"La soluzione migliore - continua Barbetti - rimane Pianosa. La nostra è un'isola sicura e di questa sicurezza facciamo un vanto per attrarre turisti, non possiamo metterlo in pericolo. A Pianosa tuttavia i migranti potrebbero essere messi in condizione di effettuare lavori socialmente utili invece di pensare a realizzare un albergo di lusso".

La posizione di Barbetti è anche politica: "Questo modello di accoglienza non funziona e lo dimostrano le rimostranza emerse dai sindaci che hanno dei centri di accoglienza sul territorio come Campiglia Marittima e Cecina. Questo governo cadrà e speriamo che ne arrivi uno con altre idee che non penalizzino l'Elba".

Da parte della Prefettura non c'è stata, al momento, nessuna richiesta specifica e nessuna forzatura, ma la discussione rimane aperta e non è un mistero che le pressioni siano considerevoli affinchè ogni amministrazione adempia al piano ministeriale di accoglienza per la propria quota.

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