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Madonna delle Grazie, restaurato l'antico organo

Santuario della Madonna delle Grazie a Capoliveri

Domenica 7 Aprile l'antico organo settecentesco, dopo un accurato restauro, tornerà a suonare nel Santuario della Madonna delle Grazie

CAPOLIVERI — Domenica 7 Aprile alle ore 17 il meraviglioso e storico organo a canne del Santuario della Madonna delle Grazie di Capoliveri tornerà finalmente a suonare, dopo un lungo e importante restauro voluto dall’associazione Maggyart e realizzato anche grazie ai contributi e alle offerte raccolte.

David Schmidt alla tromba naturale e Luca Guglielmi all'organo Tronci saranno gli esecutori del primo concerto che farà risentire l'originale "voce" dell'antico strumento.

Il concerto è ad ingresso libero.

L’organo, che risale al 1738, si trova nel Santuario della Madonna delle Grazie, eretto alla fine del Cinquecento. Nonostante l'impianto originario della Chiesa sia medievale, l'edificio risente sia dal punto di vista architettonico sia decorativo dell'arte barocca che iniziava a presentarsi verso la fine del XVI secolo: un periodo di transizione che vede il declino del Rinascimento e l'albeggiare del Barocco. 

Nel 1792 il romitorio accolse dei monaci francesi scampati al terrore della Rivoluzione. Per sdebitarsi dell'ospitalità essi costruirono il bel sentiero di pietre da spiaggia che ancora oggi conduce dal Santuario direttamente fino al paese di Capoliveri.

Oltre che per la pregevole realizzazione, l’organo è noto anche per essere il primo strumento realizzato dal Maestro Organaro Filippo Tronci all’età di 21 anni, come attesta il cartiglio manoscritto, ad inchiostro nero in caratteri minuscoli, incollato sul fondo della secreta in corrispondenza dello scomparto destro del somiere: Philippus Tronci Pistoriense / Fecit Anno Domini MDCCXXXVIII.

Cinque anni prima (1733), nella Chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri a Pisa, l'organo di sinistra venne ricostruito dall'organaro senese Azzolino Bernardino della Ciaja. I lavori per il montaggio del monumentale organo durarono più di tre anni; vi parteciparono, sotto la guida del Bernardino, organari di varie parti d'Italia, tra cui il giovanissimo Filippo Tronci. Si trattava di uno strumento completamente innovativo contando cinque tastiere (di cui la quinta per il cembalo) e pedaliera a 8 tasti.

Dopo questa grande esperienza Filippo Tronci costruì il suo "Primo Organo", uno strumento di notevole interesse, soprattutto se rapportato al contesto storico e artistico di allora, sia per “l’innovativo” modulo architettonico designato per le canne di facciata, sia per la realizzazione di registri, inediti nel contesto organario presente almeno nel territorio centrale della penisola italiana. 

Tutto ciò incarna, con buona probabilità, parte dell’eredità tramandataci dalla straordinaria esperienza vissuta durante le fasi di costruzione del grande organo di Pisa.

L'impresa familiare Tronci interessò ben cinque generazioni.

L’Associazione Maggyart ha avuto l'opportunità di contattare Luigi Tronci, discendente dell'antica famiglia di organari, nonché fondatore della Fondazione "Luigi Tronci" (famoso il museo degli strumenti musicali a Pistoia, e proprietario della fabbrica di piatti per batterie UFIP), che li ha messi in contatto con Samuele Maffucci, organaro esperto nella conservazione e restauro di organi antichi, e con Massimo Drovandi, noto restauratore di manufatti antichi lignei, che dopo la presentazione del progetto di rivalutazione dello strumento, si sono resi disponibili ad effettuare il restauro.

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