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Dissalatore, “emersi profili di illegittimità"

Durante il Consiglio comunale sul dissalatore

Il sindaco di Capoliveri Barbetti durante il Consiglio comunale ha indicato gli elementi che fanno presupporre profili di illegittimità del progetto

CAPOLIVERI — Si è svolto oggi, nel primo pomeriggio, il Consiglio comunale straordinario per discutere del progetto del dissalatore a Mola, nel Comune di Capoliveri. Il sindaco di Capoliveri, Ruggero Barbetti, che ha presieduto la seduta ha letto un lungo elenco di motivazioni che, sia attraverso il parere legale dell'avvocato Traina, sia attraverso il lavoro degli uffici comunali ha portato all'individuazione di elementi che fanno presupporre una serie di profili di illegittimità sia per quanto riguarda le procedure di approvazione del progetto del dissalatore sia per quanto riguarda alcuni contenuti del progetto stesso.

Il sindaco Barbetti ha sottolineato come all'inizio l'idea di realizzare un dissalatore gli fosse apparsa come una cosa positiva ma ha anche spiegato che, grazie allo studio e al lavoro fatto dal Comitato per la difesa di Lido e Mola - erano presenti in sala Italo Sapere e Paola Mancuso, rispettivamente presidente e legale del Comitato, sono successivamente emersi elementi sui quali poi il Comune ha lavorato per cercare di scongiurare la realizzazione di un tale progetto.

Per quanto riguarda i profili di illegittimità della procedura di approvazione del progetto è stato messo in evidenza come per quanto riguarda l'applicazione dell'articolo 34 della Legge Regionale della Toscana 65/2014 emergano criticità anche sulle  competenze del Comune e di Autorità Idrica Toscana (Ait) in merito agli strumenti urbanistici. A questo proposito, sulla base di altri riferimenti normativi, anche il parere espresso dal Comune nella conferenza dei servizi sul progetto, non essendo stato approvato da una delibera di Consiglio comunale sarebbe illegittimo.

Per tutta una serie di criticità emerse il Comune di Capoliveri quindi chiederà pareri specifici alla Regione Toscana. A fare da ostacolo alla realizzazione del progetto sono emersi anche altri problemi fra cui: 

- il fatto che il Comune non abbia adeguato gli strumenti urbanistici in base al progetto del dissalatore;

- l'intervento sulla spiaggia di Lido risulta incompatibile in quanto prevede modifiche sostanziali sia con quanto emerso dalla Commissione paesaggistica che con il Pit ma anche con quanto prescritto dal parere della Soprintendenza;

- il progetto approvato non ha recepito le modifiche prescritte dalla Soprintendenza e dal Comune; 

- le indagini geologiche che per legge dovevano essere presentate prima del progetto sono invece state successivamente;

- la mancanza della procedura di Via (valutazione di impatto ambientale), prevista in casi di zone vicine o adiacenti a siti della Rete Natura 2000 come è il caso di questo progetto;

- la mancanza della valutazione dell'impatto che potrebbe avere una variante sul Piano operativo di Protezione civile regionale e su quello comunale; 

- la mancanza di procedure di Vinca (valutazione di incidenza ambientale) e Vas (valutazione ambientale strategica), che secondo il Comune avrebbero dovuto essere invece condotte.

Il Consiglio comunale ha dato quindi mandato ai responsabili dei servizi di chiedere una serie di pareri alla Regione Toscana fra cui anche quelli riguardanti la corretta applicazione dell'articolo 34 (Legge Regionale Toscana 65/2014), il corretto iter di tutta la procedura e la competenza della procedure urbanistiche che dovrebbe rimanere al Comune. 

Nel documento inoltre si chiede ad Ait di indire una nuova conferenza dei servizi, di comunicare a tutti i soggetti attuatori di presentare un nuovo progetto che tenga conto di tutte le prescrizioni e osservazioni.

Inoltre in base al principio di precauzione e del principio di prevenzione, e in base ai numerosi profili di illegittimità rilevati il Comune invita l'Autorità Idrica Toscana ad assumere determinazioni in via di autotutela riguardanti l'annullamento del decreto di approvazione e subordinando l'approvazione stessa all'integrazione. Anche il Comune in autotutela prevede di annullare gli eventuali atti e contributi presentati in sede di conferenza dei servizi.

La bozza di delibera presentata nel Consiglio comunale è stata approvata all'unanimità da tutti i consiglieri presenti. 

Il sindaco di Capoliveri ha inoltre dichiarato di essere pronto anche a fare ricorso al Tar e alla Corte Costituzionale, qualora ce ne fosse la necessità.

Valentina Caffieri
© Riproduzione riservata

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