Indietro

Dissalatore, comitato del "no" scrive alla Regione

Un rendering della zona del dissalatore

La richiesta è di rivedere le decisioni prese in attesa che i cittadini possono esprimere la loro posizione con la pubblicazione della Variante

CAPOLIVERI — E' stato reso pubblico il  primo atto del comitato "No al dissalatore di Mola", che è stato costituito ufficialmente ed ha come presidente Italo Sapere.

Si tratta di una richiesta a tutti gli enti interessati di rivedere le decisioni prese in attesa che i cittadini possono esprimere ufficialmente la loro posizione con la pubblicazione della Variante.

In indirizzo ci sono: la Regione Toscana , la Prefettura di Livorno , l' Autorità Idrica Toscana . ASA s.p.a. , il  Comune di Capoliveri , il Comune di Porto Azzurro .

Ecco il testo integrale della comunicazione/richiesta.


OGGETTO: Dissalatore di Mola. Procedura di variante ex art. 34 L.R. n. 65/2014. Indeterminatezza della valutazione dei profili idrogeologici. Istanza di annullamento in autotutela del Decreto di esclusione di assoggettabilità alla Valutazione di Impatto Ambientale.

Con la presente lo scrivente “COMITATO PER LA DIFESA DI LIDO E DI MOLA - No al dissalatore di Mola” - costituitosi in data 21/09/2017 per garantire una rappresentanza delle istanze dei cittadini e degli operatori economici della parte dell’Isola d’Elba direttamente interessata dall’intervento e per scongiurare il rischio di una irreversibile ferita ambientale nonché di un conseguente grave danno economico delle attività della zona – rappresenta quanto segue formulando le conseguenti istanze.
Il progetto di cui all’oggetto è stato esaminato nell’ambito di un’istruttoria finalizzata alla verifica di assoggettabilità alla Valutazione di Impatto Ambientale di competenza della Regione Toscana definita con il Decreto 12 aprile 2017, n. 4515 riguardante “ Dlgs. 152/2006 art. 20; LR 10/2010 art. 48. Procedimento di verifica di assoggettabilità relativamente al progetto di “Autonomia idrica isola d’Elba. Lotto I: impianto di dissalazione in Loc. Mola da 80 l/s e opere accessorie a terra e a mare”.
L’ esito di tale procedimento ovvero l’esclusione dell’esistenza di un obbligo di
assoggettare lo stesso progetto a VIA
risulta contraddittorio nelle sue motivazioni ed in particolare incoerente con quanto dallo stesso riferito in merito alla classificazione delle aree di intervento sotto il profilo idrogeologico, di cui dovrà essere data adeguata garanzia in sede di attuazione dell’ art. 34 L. R.T. n. 65/2014.
Del resto l’opzione formulata per la non assoggettabilità del progetto - nonostante gli impatti integrati che presenta – si fonda sull’unico pretesto di un’opera per sua natura esente da tali pareri, tesi che non fa che aggravare la valutazione circa la superficialità di una scelta che riguarda per l’appunto un’opera per sua natura industriale e come tale disciplinata, in quanto ragionevolmente ubicata in contesti omogenei e non certo in contesti ambientali del pregio di quello in oggetto.
Il provvedimento pertanto appare - perché fondato su meccanismi di prescrizione e monitoraggio - assolutamente insufficiente a dare garanzia non soltanto sotto il profilo paesaggistico, ma anche e soprattutto sotto quello della sicurezza idrogeologica delle aree che lo stesso provvedimento della VIA così testualmente descrive:
“- Aree a pericolosità idraulica Molto elevata, per i lavori di collettamento a terra;
- Aree di particolare attenzione per la prevenzione dei dissesti idrogeologici, per i collettori da posare sulla strada comunale del Comune di Porto Azzurro;
- Aree di particolare attenzione per la prevenzione allagamenti, per il dissalatore e i collettori interessanti la piana di Mola e la strada comunale di Lido di Capoliveri;
- Coste basse con fenomeni di criticità per i collettori interessanti la spiaggia di lido prima dell’immissione in mare.”
Non si comprende come a fronte di tale rischio e dell’eventualità di una trasformazione sostanziale ed irreversibile dello stato dei luoghi si sia ritenuto sufficiente un mero monitoraggio successivo che risulterebbe per molti aspetti tardivo ed utile solo a garantire un esonero da responsabilità per le eventuali future conseguenze.
Insufficiente deve essere considerata inoltre la decisione di adottare prescrizioni progettuali che non forniscono alcuna garanzia di soluzioni finali idonee a scongiurare il rischio, con l'unico dato certo di un potenziale aggravamento della pericolosità.
A ciò si aggiunga il fatto che i recenti ulteriori eventi alluvionali e le loro drammatiche conseguenze hanno accresciuto la consapevolezza della necessità di una verifica più puntuale delle Carte del rischio e di un inasprimento dei connessi veti e sanzioni, facendo registrare formali dichiarazioni
dei competenti organi politici volte alla revisione dei piani esistenti.
La procedura prevista dall’art. 34 della Legge R. T. n. 65/2014 prevede che la variante sia comunque pubblicata e sottoposta alle osservazioni dei cittadini.
Quanto qui anticipato sarà pertanto formalizzato in quella sede unitamente ad altre osservazioni in merito ad ulteriori criticità ambientali.
Si chiede pertanto che gli enti in indirizzo, ciascuno per le proprie competenze - nelle more di tali adempimenti - revochino in autotutela i propri pareri e provvedimenti ed in particolare il decreto che ha disposto la non assoggettabilità a Valutazione di Impatto Ambientale, in attesa degli esiti della suddetta doverosa partecipazione ai sensi del citato art. 34 l. 65/2014.

Richiedi sito desktop

QUI NEWS srl - Via Enrico Fermi, 6 - 56100 VICOPISANO (Pisa) - tel 348 6920691 - direzione@quinews.net
Numero Iscrizione al R.O.C: 32441 - C.F. e P.Iva: 02305720506
PUBBLICITA' in proprio - tel 348 6920691
Fatturazione Elettronica W7YVJk9

Powered by Aperion.it