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Capo Bianco, la verità di Futura sas

Enrico Cioni ripercorre tutte le tappe della vicenda del parcheggio di Capo Bianco: "E' stato montato un caso sul nulla, abbiamo risolto un problema"

PORTOFERRAIO — Il nuovo parcheggio di Capo Bianco è la soluzione a un problema, uno scempio paesaggistico, una legittima impresa privata che dà lavoro o un'insieme di queste cose? 

Molto è stato detto e scritto su quello spiazzo di terra sopra una delle più belle spiagge dell'isola e una risposta univoca forse è complicato darla. Perchè il Comune di Portoferraio stesso ne ha prima sancito le irregolarità sotto il profilo edilizio per poi cambiare idea e autorizzarlo per alleggerire il carico di auto parcheggiate lungo la strada mentre Futura sas, che ne gestisce l'utilizzo, va avanti per la propria strada in una guerra di carte bollate che durerà almeno fino ad agosto.

Per fare un po' di chiarezza e raccontare la propria verità, Enrico Cioni, rappresentante di Futura, ha voluto incontrare la stampa.

"Per capire bene di cosa stiamo parlando dobbiamo tenere presente che là, sul viale Einaudi, da sempre le macchine parcheggiano sul bordo strada, tanto che la giunta Ageno mise dei "bigliettini di cortesia" sui parabrezza prima di fare le multe.

Abbiamo dato decoro e illuminazione a un posto che era abbandonato, un ritorno d'immagine per il quale dovremmo essere ringraziati, non attaccati".

Cioni ha poi ripercorso, carte alla mano, le tappe salienti dell'intera vicenda: "Il terreno che ho acquistato era da sempre in vendita e era composto da due parti: quella inferiore per la quale era prevista la destinazione come parcheggio e la terrazza superiore sulla quale era permessa l'edificazione di un locale con parcheggi annessi.

Ci hanno contestato di aver creato noi la terrazza quando dalle carte catastali è evidente che c'era già, noi l'abbiamo solo ripulita dai cespugli e gli unici alberi che abbiamo abbattuto erano due giovani pini e un eucalipto. Tutto qui".

Per fare quegli interventi che Cioni definisce "lievi e in buona fede" tuttavia non era stata chiesta alcuna autorizzazione: "E quella è stata forse la nostra unica leggerezza. Ma il 13 marzo, per metterci in regola, abbiamo comunicato al Comune gli interventi fatti: oltre alla pulizia l'allaccio della corrente per due lampioni che non disturbano nessuno e la pulizia della strada d'uscita che già esisteva".

"Il Comune ci risponde il 4 maggio comunicandoci che, a seguito di un sopralluogo, secondo loro c'era stato un abuso edilizio nella parte superiore chiedendo la documentazione di avvio dei lavori. Noi rispondiamo il giorno dopo spiegando l'uso che ne vogliamo fare e chiediamo un'autorizzazione temporanea fino a ottobre".

Fino a questo momento non si è ancora parlato di destinazione d'uso della terrazza. Il Comune chiede un'integrazione dei documenti per accertare la stabilità geologica dello spiazzo: "E noi il 14 maggio forniamo quanto chiesto ma il 5 giugno scrivono che la parte superiore non può essere adibita a parcheggio a causa di una scheda d'ambito all'interno del regolamento urbanistico che permette di fare costruire un eventuale locale con parcheggi a servizio ma non farci semplicemente un parcheggio".

"Noi contestiamo questa decisione e cominciamo l'iter burocratico per opporci: e questo è un percorso ancora aperto, fino a quando gli uffici non decidono nessuno può dire se c'è stato un abuso oppure no - afferma Cioni che poi continua - nonostante questo il 9 giugno il Comune manda un'ordinanza di sospensione lavori per lavori che erano già completati da tempo. Io comunico che i lavori sono già stati fatti ma ottempero all'ordinanza e chiudo l'area rinnovando la richiesta di autorizzazione.

Il Comune non risponde e il 23 giugno sollecito la questione ma ancora nessuna risposta. Fino a quando il 29 giugno il sindaco, su indicazione del prefetto, emette un'ordinanza per riaprire il parcheggio perchè le auto sul ciglio della strada rappresentano un pericolo per la sicurezza".

Cioni, e la Futura sas, si sono rivolti allo studio Graci di Firenze per far valere le proprie ragioni: "Secondo loro l'ordinanza di chiusura non era valida perchè gli uffici stanno ancora valutando gli atti e nessuna decisione è stata presa".

"In più tutto il procedimento si basa sulla scheda d'ambito, uno strumento urbanistico decaduto nel 2013 e che, anche quando erano in vigore, erano solo indicative e non prescrittive. Nel nuovo regolamento urbanistico non sono state confermate per cui allo stato delle cose non c'è niente che dica che su quella terrazza non si può fare un parcheggio".

Adesso la palla passa in mano al Comune perchè Futura sas ha chiesto che sia ritirata l'ordinanza di chiusura originale mentre la sanatoria temporanea scade il 31 agosto.

"Noi andiamo avanti fino a ottobre - conferma Cioni - ma soprattutto penso che dovremmo essere ringraziati: abbiamo pulito un'area abbandonata, tolto 45 auto dalla strada (45 nella terrazza superiore, 75 stanno invece nello spiazzo inferiore), diamo lavoro, attraverso la cooperativa Cisse, a quattro persone e abbiamo montato l'unico bagno a servizio della spiaggia e dei turisti. 

In più - conclude Cioni - da stamani regaliamo a ogni avventore una bottiglia d'acqua con un depliant nel quale siamo noi a raccomandare di non sporcare, non rubare le ghiaie e non scrivere sulle pareti di roccia. Abbiamo anche introdotto una tariffa residenti: 5 euro per la giornata intera e 3 per la mezza giornata". 

Luca Lunedì
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