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Segnini attacca Lambardi sul commissariamento

​Vanno Segnini, ex capogruppo di opposizione, torna sulla vicenda del commissariamento del Comune dopo il comizio di Lambardi

CAMPO NELL'ELBA — "Ero una delle poche persone presenti al comizio di sabato sera a Marina di Campo. L'ex sindaco, oltre a presentare la propria squadra, ha anche indicato quelle che a suo giudizio sono le priorità del nostro territorio. 

Tra le altre cose ha parlato di Pianosa, del piano strutturale, del porto e delle spiagge, infine ha ricordato le famose sette firme (il cosiddetto tradimento all'elettorato e il successivo commissariamento). 

Credo che sia necessario fare chiarezza, una volta per tutte, su quel famoso tradimento che Lambardi ricorda per trasferire responsabilità, sugli altri componenti del consiglio, che a suo giudizio gli hanno impedito di governare.

Nel luglio di un anno fa Lambardi aveva perso il sostegno del 50% della sua maggioranza e di fatto non aveva più i numeri per governare. Di chi la responsabilità? Sicuramente sua che non ha saputo gestire il suo gruppo. Difficile pensare che sia colpa di altri come Lambardi è solito sostenere. 

Prima ha messo da parte due consiglieri, poi il vicesindaco e infine è entrato in rotta di collisione con ulteriori due. A quel momento può contare solo 4 dei 12 componenti il consiglio. Lambardi di conseguenza era senza maggioranza. 

Non poteva ovviamente governare in tale condizione tuttavia, invece di prenderne atto, afferma: non mi dimetto, dovranno sfiduciarmi i consiglieri. 

Oltretutto in quel mese di luglio i servizi per affrontare l'estate non erano ancora definiti: i punti blu e l’appalto per la pulizia spiagge erano ancora da concludere. Ritengo che un’amministrazione efficiente e funzionante che governa una comunità che vive di turismo, non può arrivare al 21 di luglio con la programmazione dei servizi e delle iniziative previste per l'estate ancora non definite. 

Purtroppo è andata proprio così. Inoltre i lavori più importanti che nelle intenzioni dell'amministrazione dovevano essere terminati entro Pasqua, erano ancora in essere e le manifestazioni estive di agosto sono state definite all'ultimo momento. 

In una situazione di questo genere cosa avrebbe potuto fare un amministratore garante del futuro della sua comunità e responsabile del consenso ricevuto, ma privo di una maggioranza? 

Secondo me, avrebbe dovuto chiamare le altre componenti del consiglio, fare una ammissione di responsabilità, preparare un programma con obbiettivi urgenti concordato con gli altri, fissare il tempo della sua ulteriore durata in carica con obbligo irrevocabile di dimissioni e richiedere il loro sostegno. 

Invece, l’ex sindaco Lambardi in quei giorni di luglio dello scorso anno non fa nulla di tutto questo eppure sapeva benissimo che il popolo con le elezioni affida il governo del Comune al consiglio e il consiglio lo deve restituire al popolo quando non è in condizione di governare. 

Pertanto è indubbio che il commissariamento è tutto da ricondurre a suo carico e risulta davvero penoso questo suo continuo tentativo di trasferirlo su altri".

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