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Montecristo, da Sporting Club a riserva naturale

Il tavolo dei relatori del convegno

Nel convegno di venerdì 9 febbraio è stata raccontata dal sindaco Ferrari la storia del progetto che ha rischiato di trasformare il destino dell'isola

PORTOFERRAIO — "Montecristo insieme": il titolo del convegno organizzato a Portoferraio venerdì 9 febbraio dal Comando Unità per la Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare dei Carabinieri , dal Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e dal Comune di Portoferraio spiega meglio di ogni altra cosa la situazione attuale intorno all'isola più affascinante del Mediterraneo, sottoposta dal 1971 a tutela integrale. Oggi il comune che ne ha la giurisdizione, il Parco Nazionale e i Carabinieri Forestali ne garantiscono la tutela e ne salvaguardano la biodiversità, e probabilmente possono anche pensare di aumentarne la fruizione pubblica, oggi limitata a 1000 accessi all'anno. 

Eppure, come ha raccontato nel suo intervento il sindaco Mario Ferrari, c'è stato alla fine degli anni '60 un progetto già ben avviato che ha rischiato di cambiare il destino dell'isola. Il progetto aveva un nome ben preciso: Montecristo Sporting Club, ed era talmente avanzato che esistevano già planimetrie e campi boe per l' approdo, tenute di caccia da sfruttare con tanto di licenze per abbattimenti e trofei da conseguire, punti di ristoro e di alloggio con tanto di stemmi su piatti e posate già pronti.

"Quella di oggi - ha commentato Mario Ferrari - è stata l’occasione  per ricordare a tutti che il comune di Portoferraio al'epoca fu sostanzialmente l’artefice di questa realtà attuale di tutela, perché  blocco' di fatto, nonostante una forte spaccatura all’interno del consiglio comunale, la approvazione del progetto definitivo per realizzazione del porto. Io - ha detto Ferrari - ho avuto modo di illustrarne le caratteristiche e soprattutto di raccontare quanto tempestivamente, alla luce degli articoli che cominciavano a venire  fuori sulla stampa nazionale, fu emessa l’ordinanza di sospensione dei lavori e di demolizione . In alcuni casi ci sono voluti  47 anni per ripristinare lo stato dei luoghi, ma questo sta a significare che finalmente tutti si corre insieme per raggiungere un obiettivo importante per la tutela di un ambiente che è unico in Europa".

Il sindaco Ferrari, al termine del convegno, non ha quindi escluso che in futuro possa aumentare il numero di persone che potranno avere accesso all'isola.
"Per correttezza non posso anticipare assolutamente nulla  - ha detto - sono state prese in considerazione ed analizzate quelle che chiamiamo segnalazioni, ed in particolare sul numero dei visitatori non è stato detto di no a nulla. E’ in corso un ‘analisi attenta della situazione,e non saremo noi a fare muro contro muro ma cercheremo di  individuare la scelta migliore per la collettività e per gli interessi e il mantenimento di questa riserva naturale".


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