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"Garantire la tutela della salute in carcere"

Con l'approvazione della delibera in Regione sono state determinate le azioni di assistenza sanitaria per il prossimo triennio

PORTO AZZURRO — Intensificazione dell'assistenza psicologica, azioni per la prevenzione del suicidio in carcere, rispetto dei Lea (i Livelli essenziali di assistenza) e tutte le attività sanitarie per garantire alla popolazione carceraria la stessa assistenza sanitaria che viene data ai cittadini liberi. 

Sono questi alcuni tra i principali obiettivi per la tutela della salute in carcere per il triennio 2017-2019, individuati dalla delibera approvata dalla giunta nel corso della sua ultima seduta. Una delibera nella quale vengono aggiornate le attività rivolte sia agli adulti presenti nei 16 istituti penitenziari della Toscana che ai minori accolti nei due istituti per minori, a Pontremoli e a Firenze, e nel centro di prima accoglienza di Firenze.

"La salute è un diritto di tutti, indistintamente. - ha detto l'assessora al diritto alla salute Stefania Saccardi - Tutti, che siano liberi cittadini o detenuti, sono uguali davanti alla malattie e hanno diritto ad avere le stesse opportunità e prestazioni sanitarie. Come Regione Toscana ci preoccupiamo di garantire a tutti i cittadini in carcere la stessa assistenza sanitaria che diamo ai cittadini liberi. E con questa delibera abbiamo individuato obiettivi precisi per il prossimo triennio".

Per il 2017, la cifra destinata alla realizzazione di questi obiettivi è di 208.000 euro, mentre per gli anni successivi l'identificazione del fabbisogno sarà definita entro il 31 dicembre di quest'anno. Il Laboratorio MeS (Management & Sanità) della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa valuterà le performance delle Aziende sanitarie anche sulla tutela della salute in carcere, mentre all'Agenzia Regionale di Sanità sono affidate le indagini epidemiologiche sullo stato di salute della popolazione detenuta. Il monitoraggio di tutte le attività è affidato all'Osservatorio permanente sulla sanità penitenziaria, costituito nel 2008, del quale fanno parte Regione, Aziende sanitarie, Agenzia Regionale di Sanità, Provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria.

il provvedimento riguarderà complessivamente 3.215 detenuti, di cui 113 donne e 1.601 stranieri, stando ai numeri aggiornati al maggio 2017.

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