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​Elba, Forza Italia chiede buona sanità

Maurizio Marchetti

Il Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti interviene dopo il caso dell’odissea del malato colpito da ictus

FIRENZE — «Di Patti, Piani e promesse per il ripristino di una buona sanità all’Isola d’Elba son piene le nasse. Sarebbe il caso di passare dalle parole ai fatti. Noi a un diritto alla salute dimezzato per gli Isolani non ci stiamo»: la presa di posizione arriva dal Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti, che prende spunto dall’odissea patita da un malato elbano colpito da ictus che necessitava di trasferimento all’ospedale di Cisanello a Pisa.

«A quanto apprendo da fonti giornalistiche – ricapitola Marchetti – il paziente, in fase acuta, si è trovato senza disponibilità di elicottero del 118 per via della scarsa visibilità, senza possibilità di essere aiutato dalla motovedetta della Guardia Costiera che non ha spazi idonei alla barella spinale, e con l’ambulanza che dalla centrale operativa del 118 era stata mandata, pare, da Porto Azzurro anziché da Portoferraio».

«In buona sostanza – osserva il Capogruppo azzurro in Regione che si è insediato giusto mercoledì scorso prendendo il posto del neoparamentare Stefano Mugnai – il paziente si è trovato in situazione di emergenza privo di continuità territoriale e dell’assistenza necessaria. Non ci fa piacere, dato il caso, affermare che Forza Italia ha sempre avuto ragione nel reclamare per l’isola d’Elba servizi sanitari maggiori e migliori di quelli esistenti già anni fa e che nel frattempo sono stati ulteriormente impoveriti malgrado patti e promesse che negli anni non sono stati mantenuti. Non c’è bisogno, su una materia come la salute pubblica, di aspettare casi come questo».

«Oggi – conclude Marchetti – ben venga l’inchiesta interna aperta dalla Asl. Noi però i problemi lamentati dai cittadini a livello individuale o organizzato li rappresentiamo da tanto, tanto tempo. E cosa si è fatto, finora? Tagli. Ecco cosa. Non ci arrendiamo di certo. Anzi: siamo pronti e attrezzati per portare la questione dei servizi nelle aree insulari fino in parlamento grazie ai nostri rappresentanti»


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